Il Tribunale amministrativo regionale si è pronunciato in merito al ricorso proposto dai consiglieri comunali, Fabio Di Benedetto e Giuseppe Milioti contro il comune di Canicattì e riguardante il presidente del Consiglio comunale, Domenico Licata ed i consiglieri Gioacchino Cani e Raimondo Baldo Marocco.
Il ricorso era inerente l’annullamento della deliberazione del Consiglio comunale n. 74 del 30 agosto 2011 pubblicata all’Albo pretorio comunale dal 17 settembre 2011 al 01 ottobre 2011 avente ad oggetto “l’approvazione del Rendiconto finanziario 2010”. I consiglieri Di Benedetto e Milioti, rispettivamente del Pdl e della Lista “Canicattì prima di tutto”, denunciavano irregolarità riguardanti i termini di notifica.
Il giudice, Pier Luigi Tomaiuoli, ha ritenuto che il ricorso appare supportato da sufficienti elementi che consentono di avallare la tesi riguardante la violazione dell’art. 227 comma 2 del decreto legislativo 267/2000 che richiede la messa a disposizione del rendiconto consuntivo in favore dei consiglieri comunali almeno venti giorni prima della seduta di esame, termine che non può ritenersi rispettato nel caso di specie.
La prima sezione del Tar ha accolto l’istanza cautelare dei ricorrenti ed ha fissato, per l’effetto, l’udienza di discussione del merito della causa all’8 maggio del 2012. Il Tar ha condannato l’Amministrazione di Canicattì al pagamento delle spese processuali che liquida in complessive 1500 euro. «Eravamo quasi certi dell’esito del nostro ricorso, il Tar non ha annullato il bilancio di previsione solo per evitare di bloccare completamente la macchina amministrativa ma è un provvedimento che potrebbe arrivare. Voglio precisare che la linea politica portata avanti dalla minoranza in Consiglio si è contraddistinta per le proposte mirate al bene comune» spiega il consigliere Di Benedetto.
















