Il Tribunale del Riesame ha respinto il ricorso che mirava ad annullare il provvedimento cautelare di quattro delle persone arrestate nell’ambito del blitz “Self Service” che lo scorso 29 novembre ha portato alla notifica di 12 provvedimenti cautelari, per presunte tangenti pagate all’Ufficio urbanistica del comune di Agrigento, in cambio di concessioni edilizie. Restano dunque in carcere Pietro Vullo di 54 anni, Roberto Gallo Afflitto di 41 anni, Giuseppe Gallo Carrabba di 55 anni, mentre resta agli arresti domiciliari Gerlando Tuttolomondo di 74 anni. Tutti sono accusati di corruzione. Vullo è difeso dall’avvocato Anna Americo, Tuttolomondo dagli avvocati Totò Pennica e Alfonso Neri, Gallo Carrabba dagli avvocati Totò Pennica e Michele Gallo Carrabba, e Gallo Afflitto dall’avvocato Diego Galluzzo. Le indagini sono state condotte dalla Digos e dalla Squadra mobile di Agrigento, e coordinate dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto procuratore Luca Sciarretta.