È confermato il fermo degli autotrasportatori organizzato in Sicilia da lunedì prossimo al 20 gennaio dal Movimento ‘Forza d’urto’ hanno reso noto gli esponenti del movimento, del quale fanno parte, tra gli altri, l’Associazione imprese autotrasportatori siciliani (Aias) e il Movimento dei Forconi, al termine di un incontro, avvenuto a Palazzo d’Orleans, tra il presidente della Regione Raffaele Lombardo ed una sua delegazione, guidata dal presidente dell’Aias Giuseppe Richichi e dal leader del Movimento dei Forconi Mariano Ferro.

“Sarà una protesta che, come abbiamo assicurato nei giorni scorsi e ribadito – hanno precisato – oggi al presidente Lombardo, sarà civile, ordinata, corretta. Nella quale ogni elemento di disturbo o che non sia in sintonia con le ferree regole di buon comportamento e di civile azione sarà isolato e respinto dal servizio d’ordine del Movimento costituito tutto da ‘padri di famiglia’ che rifuggono qualsiasi tipo di intemperanza e, ancor più, di violenza”.


“Ringraziamo il presidente Lombardo – hanno aggiunto gli esponenti di Forza d’urto – per la sensibilità dimostrata nei confronti dei nostri problemi. Pur non potendo intervenire direttamente, dato che molte delle nostre richieste riguardano modifiche di norme nazionali e europee, il presidente Lombardo si è ugualmente impegnato a dare il suo contributo per trovare le giuste soluzioni in tutte le sedi istituzionali cominciando dalla sua partecipazione al Consiglio dei Ministri che si terrà martedì prossimo a Roma”.

La CNA FITA di Agrigento, coerentemente con la posizione assunta dalla CNA FITA Nazionale, non aderirà al blocco dei tir proclamato per il giorno 16 gennaio c.a. Il 12 gennaio presso la Cna regionale il presidente nazionale della Cna Fita, Cinzia Franchini, ci ha informati circa l’incontro avvenuto nei giorni scorsi con il vice ministro Ciaccia. La Cna Fita Agrigento prende le distanze dalle proteste confuse che mescolano, strumentalizzandole, il legittimo malcontento e sfiducia di molti settori economici e che non articolano precise e concrete richieste. Auspichiamo che le istituzioni regionali sappiano tenere in debita considerazione chi nel mondo dell’autotrasporto lavora per costruire un dialogo e chi invece getta solo benzina sul fuoco utilizzando la disperazione di tanti imprenditori per altri interessi. La vera faccia di questo blocco la vedremo quando dovremo tornare in strada, per continuare a trasportare le merci che la crisi economica sta costantemente riducendo nei volumi. Dalle forze dell’ordine ci attendiamo che sappiano garantire a chi scenderà in strada per protestare il loro diritto a manifestare, nel rispetto però di chi invece ha scelto di non aderire a questa forma di protesta.