Nuova ribalta mediatica nazionale domani, sabato 17 marzo, per il Giudice Rosario Livatino ucciso il 21 settembre 1990 in un agguato di mafia alle porte di Agrigento mentre, da solo e senza scorta, alla guida della sua Ford Fiesta amaranto si stava recando in Tribunale. Della storia, dell’esempio professionale e di fede di Rosario Livatino, per cui il 21 settembre 2011 è stato avviata la fase introduttiva del Processo Diocesano di Canonizzazione dall’Arcivescovo di Agrigento don Franco Montenegro, domani alle 10,15 si occuperà Rai Due con il programma di attualità “Sulla via di Damasco” condotto da monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo ausiliare della diocesi dell’Aquila. In studio per l’intera puntata, che durerà 30 minuti, sarà presente don Giuseppe Livatino, Postulatore della Causa di Canonizzazione ed arciprete di Raffadali, anche lui di Canicattì e profondo conoscitore del servo di Dio nonostante non ci fossero vincoli di parentela. Con Livatino, il conduttore del seguitissimo programma parlerà del giovane magistrato, che potrebbe essere in assoluto il primo Santo dei magistrati e quindi della Giustizia coniugata alla Fede, ma anche di altre illustri vittime di mafia come don Pino Puglisi e don Peppe Diana ed anche dell?esempio virtuoso di una cooperativa giovanile calabra che gestisce e fa produrre le terre sequestrate alla criminalità organizzata. La causa di Canonizzazione del Giudice Rosario Livatino al momento è sostenuta economicamente, per le spese istruttorie vive e di cancelleria solo da un paio di concittadini del “Giudice Ragazzino” e dalle associazioni “TECNOPOLIS” ed “Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino” di Canicattì.
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