Potrebbe essere l’avvocato Nicola Grillo il nuovo presidente del consorzio acquedottistico del “Tre Sorgenti”. Il suo nome è stato avanzato al comitato dei sindaci da Angelo Graci, capo dell’amministrazione comunale di Licata, durante una riunione che si è svolta martedì pomeriggio al comune di Racalmuto e che ha visto la partecipato dei sindaci e dei rappresentanti delle amministrazioni comunali che fanno parte del consorzio: Canicattì, Grotte, Racalmuto, Palma di Montechiaro, Ravanusa, Licata e Campobello di Licata. Ma anche in questo caso, molti si sono detti contrari alla nomina di Grillo quale Presidente del Consorzio poiché prima di eleggere il nuovo massimo rappresentante dell’ente vi sono delle modifiche da apportare allo statuto e da approvare il bilancio pluriennale del Tre Sorgenti. Infatti, il nuovo consiglio d’amministrazione dovrebbe essere composto da 3 componenti, compreso il presidente, dopo la modifica all’articolo 10 dello statuto dell’ente, approvata con delibere separate dai Consigli dei 7 Comuni consorziati con il Tre Sorgenti. Questa nuova disposizione prevede la riduzione dei componenti del Cda da 7 a 3 per ridurre le spese di gestione. “Ma questa modifica dovrebbe entrare in vigore con la nomina del nuovo Consiglio di amministrazione, che ormai dovrebbe avvenire a breve. Qualche settimana addietro sempre il sindaco di Licata, Angelo Graci, il quale sostiene che sia necessario continuare ad avere un presidente ed un consiglio d’amministrazione al Tre Sorgenti, in attesa che tutta la querelle sul passaggio a Girgenti Acque o meno della struttura sia definita, aveva proposto alla Presidenza dell’ente il nome del segretario provinciale di Sicilia vera, Giuseppe Malfitano. Già nei mesi scorsi si era fatto il nome di Peppe Malfitano, ma i sindaci di Canicattì, Ravanusa e Grotte avevano abbandonato l’assemblea determinando la mancanza del numero legale ed il rinvio della votazione. Intanto, nessuno dei comuni che fanno parte del Tre Sorgenti sono disposti a versare le quote necessarie per l’approvazione del nuovo bilancio pluriennale. Si tratta di soldi che vanno dai 300 mila euro annui che dovrebbe pagare Licata, ai 200 mila di Canicattì, ai 140 mila di Palma di Montechiaro e sino ai 100-90 mila che invece dovrebbe versare gli altri comuni. In questo momento però nessuno dei sindaci che fanno parte del consorzio si è detto disponibile a pagare somme che graverebbero nei già anemici bilanci comunali. In attesa che anche questo delicato passaggio venga definito per domani è prevista una riunione del consiglio d’amministrazione su convocazione del segretario Domenico Tuttolomondo.
CARMELO VELLA












