Continuano ad emergere situazioni di degrado urbanistico e pericolo strutturale all’interno del centro storico cittadino. Il sindaco Vincenzo Corbo, infatti, ha emesso una nuova ordinanza di messa in sicurezza a carico dei proprietari di un fabbricato che si trova al numero civico 7 di largo San Quintino nei pressi di piazza Macaluso nei pressi della zona del Calvario. L’immobile lo scorso mese di gennaio è stato danneggiato da un incendio che si è sviluppato durante la notte ed adesso risulta essere pericolante. Si tratta di un immobile a tre piani ed è diventato un rischio per la pubblica incolumità a causa dell’imminente rischio di crollo. Ai sette comproprietari, uno dei quali residenti all’estero è stata notificata l’ordinanza di messa in sicurezza. In caso di inadempienza l’amministrazione comunale si sostituirà ai proprietari cui trasferirà comunque l’onere della copertura delle spese ed eventuali sanzioni. Sommate alle precedenti ordinanze sono in tutto 84 i provvedimenti emessi dal sindaco in pochi mesi. Il capo dell’amministrazione comunale li ha emessi dopo aver ricevuto i risultati dei sopralluoghi effettuati nel maggio del 2010 dai tecnici volontari, architetti ed ingegneri, della protezione civile ordini professionali con i quali l’amministrazione aveva sottoscritto un protocollo d’intesa per un monitoraggio del centro storico e degli edifici comunque a rischio esistenti a Canicattì. Con il provvedimento sindacale il proprietario o i proprietari hanno tempo 30 giorni per mettere in sicurezza l’immobile qualificato a rischio. Se così non dovesse essere toccherà all’amministrazione comunale provvedere rifacendosi delle spese sui legittimi proprietari, gran parte dei quali però resistenti da decenni all’estero e dei quali non si ha un domicilio aggiornato. Oggi, il centro storico di Canicattì prevalentemente è abitato da persone anziane, in stato di indigenza oltre che da migliaia di extracomunitari che soltanto nella zona antica della città trovano qualche stanza da potere prendere in affitto. Qualche anno addietro i commissari straordinari che guidavano il comune dopo lo scioglimento dell’ente per infiltrazioni mafiose avevano avviato un piano di bonifica delle case pericolanti che si trovano nel centro storico. Qualche rudere era stato anche abbattuto ma poi tutto si era bloccato. Inoltre i commissari avevano lanciato come idea quella di concedere spazi alle cooperative edilizie che volevano costruire in città proprio nella zona antica di Canicattì.

Carmelo Vella