Si va attenuando il rischio brucellosi a Canicatti, dopo i diversi casi emersi nelle scorse settimane che avevano fatto alzare la soglia di attenzione nei confronti di questo problema . A darne comunicazione è il Coordinatore dei Servizi Veterinari dell’Asp di Agrigento il dottor Giuseppe Licata che ha parlato di fase regressiva dall’infezione. Segno questo che i controlli a tappeto scattati subito dopo la conferenza di servizi convocata con urgenza lo scorso 30 Marzo al Comune di Canicatti, hanno iniziato a dare i loro frutti. Attraverso un lavoro interforze, vigili urbani, tecnici della prevenzione, carabinieri e polizia hanno attenzionato in particolare tutte quelle situazioni a rischio, con particolare riferimento alla vendita di prodotti caseari di dubbia provenienza. Controlli che hanno fatto da deterrente inducendo molti produttori a rientrare nell’ambito del rispetto delle norme che regolano la produzione di formaggi e latticini. Perche come spiega il dottor Licata l’unica certezza che il prodotto acquistato e consumato sia genuino è data dalla presenza nella confezione di un bollino autorizzativo che attesta l’avvenuta pastorizzazione del latte utilizzato per la sua produzione. Processo di pastorizzazione che rappresenta la garanzia per l’uccisione della brucella, il batterio responsabile della brucellosi. Una accortezza questa, che in molti casi viene sacrificata in nome del maggior gusto che può dare un formaggio prodotto con latte crudo. I controlli hanno riguardato non soltanto la produzione locale ma hanno interessato anche allevamenti presenti in territorio extraterritoriali i cui prodotti venivano poi rivenduti nella città di Canicatti. Nell’ambito dei servizi sono stati anche sequestrati diversi campionamenti di formaggio, i cui controlli successivi hanno dato comunque esito negativo.












