La popolare trasmissione Mediaset “Pomeriggio 5” condotta da Barbara D’Urso, ieri pomeriggio, si è occupata del caso di Vanessa Scialfa, la ragazza di Enna uccisa dal fidanzato Francesco Lo Presti. Il nostro direttore, in diretta da Enna, ha effettuato un collegamento aggiornando tutti i telespettatori sugli sviluppi del caso. Un nuovo collegamento sarà effettuato lunedì 30 aprile in occasione dei funerali della ragazza.

Ad uccidere la sua fidanzata, è stato il suo convivente. L’uomo l’avrebbe strangolata con un cavo elettrico di un lettore dvd e poi soffocata con un fazzoletto imbevuto di candeggina. Quindi l’avrebbe buttata giù da un ponte nella zona di Pasquasia. La Procura avrebbe disposto accertamenti tossicologici sulla vittima e fermato per verificare l’eventuale assunzione di stupefacenti o sostanze alcoliche.


Erano stati i genitori di lei a denunciarne la scomparsa ai carabinieri. Il padre di Vanessa, Giovanni, Scialfa, distrutto dal dolore, chiede giustizia per la figlia.

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Prima ha tentato in ogni modo di negare, poi è crollato di fronte all’evidenza rappresentata da quei graffi sul viso. La conferma che Vanessa Scialfa, la giovane ventenne di Enna strangolata dal fidanzato, Francesco Lo Presti, 34 anni, si era difesa strenuamente prima di morire.

L’uomo ha aggredito la convivente, al culmine di una lite per motivi passionali. È stato lui stesso – a conclusione di un lunghissimo interrogatorio protrattosi fino alle prime luce dell’alba – a confessare l’omicidio e a raccontare tutti i retroscena del delitto. Lo Presti ha detto di essersi infuriato perchè, durante un momento d’intimità, la fidanzata lo avrebbe chiamato con il nome del suo ex.

È stato questo il motivo scatenante dell’ennesimo litigio finito in tragedia. Mentre Vanessa stava prendendo dall’armadio della camera da letto i suoi vestiti per andare via di casa, Francesco ha strappato i cavi di collegamento di un videoregistratore li ha stretti due volte sul collo e ha sollevato di peso la ragazza sbattendola sul letto. Poi l’avrebbe finita con uno straccio imbevuto di candeggina, mentre la giovane respirava ancora. Sarà l’autopsia, in ogni caso, a confermare questo particolare raccapricciante.

Lo Presti ha quindi deposto il cadavere della fidanzata per terra, l’ha avvolto in un lenzuolo legato strettamente e l’ha caricato sulla sua auto. Infine ha gettato il corpo da un cavalcavia della statale 122, nei pressi della miniera di Pasquasia, in un fossato ai margini del greto di un torrente. È stato lo stesso assassino ad accompagnare ieri pomeriggio gli investigatori sul luogo che però ha detto di non ricordare con esattezza. L’uomo ha aggiunto che subito dopo il delitto avrebbe anche pensato al suicidio.

Nel corso di una conferenza stampa il procuratore di Enna, Calogero Ferrotti, ha spiegato che le accuse nei confronti di Lo Presti sono di omicidio pluriaggravato dai futili motivi oltre che dall’abiezione e occultamento aggravato di cadavere. Il magistrato ha parlato di un rapporto di coppia “problematico”, confermando che in altre occasioni si era reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine dopo le lamentele da parte dei vicini di casa. L’interrogatorio dell’omicida, condotto dal sostituto Augusto Rio, è durato oltre quattro ore. “Il suo racconto è stato lucido – ha detto il Pm – si è mostrato pentito ed ha pianto a lungo, fornendo  particolari con una meticolosità non comune”.

Lo Presti, che avrebbe agito anche sotto l’effetto della cocaina, in passato era stato denunciato per uso di sostanze stupefacenti; il procuratore ha confermato che, nei suoi confronti, è ancora pendente un giudizio.