La Guardia di finanza ha sequestrato altri beni appartenenti o riconducibili al ravanusano Paolo Vivacqua, ucciso a Desio nel novembre scorso. Altre perquisizioni effettuate dalla Guardia di finanza hanno consentito di sequestrare ingenti somme di denaro e beni mobili ed immobili. Dopo gli arresti delle settimane scorse con la cattura anche dei tre figli dell’imprenditore ravanusano, Antonio, Davide e Gaetano Vivacqua nell’ambito dell’inchiesta “Metalli preziosi” promossa dalla Procura di Milano (il Pm, Bruna Albertini, vecchia conoscenza agrigentina),le Fiamme gialle hanno sequestrato centinaia di milioni di euro tra contanti, titoli e assegni; decine di auto di lusso tra cui una Aston Martin, e auto da collezione; un elicottero, terreni, case ed immobili a decine. E i sequestri sono avvenuti sia nel ravanusano che nel nord Italia, Brianza soprattutto e poi Campania e Sicilia. Ed anche in Svizzera. Sotto tiro anche i prestanome dei Vivacqua che hanno avuto sequestrate persino le abitazioni di residenza. Per i ravanusani ma anche per una decina di persone finite nell’inchiesta “Metalli preziosi” l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, frode fiscale, riciclaggio e una serie di reati finanziari. Le indagini sono durate oltre un anno. Numerosi gli agrigentini coinvolti nella vicenda: i fratelli Mario ed Enzo Infantino, Calogero Licata Caruso, Giuseppe Biondo, Giovanni Scibetta e Vincenzo Napoli.













