L’arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, ha negato il consenso alla celebrazione della Messa per il funerale di Giuseppe Lo Mascolo, 73 anni, morto sabato scorso a seguito di un ictus, arrestato 5 giorni fa nell’ambuito dell’operazione “Nuova Cupola” con l’accusa di essere un esponente di primissimo piano di Cosa Nostra. Ieri mattina, nella chiesa del Santissimo Crocifisso di Siculiana, era tutto pronto per i funerali, ma il parroco don Leopoldo Argento ha comunicato ai familiari e parenti di Lo Mascolo la decisione della Curia di vietare le esequie. Il sacerdote ha quindi solo recitato una preghiera e benedetto la salma. Quella presa ieri è una decisione storica per la Chiesa agrigentina di vietare la celebrazione di un funerale a un presunto boss mafioso.

Voglio rappresentare la mia grande ammirazione nei confronti del forte gesto messo in atto dall’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro, che ha negato i funerali ad un soggetto coinvolto nell’operazione ‘Nuova cupola’”. A parlare e’ il presidente del Consorzio agrigentino per la Legalita e lo Sviluppo Mariagrazia Brandara. “Si e’ trattato sicuramente di una scelta complessa per le diverse implicazioni umane e morali – aggiunge Brandara – e proprio per questo con il Consorzio vogliamo esprimere la nostra vicinanza a don Franco Montenegro, per la sua volontà nel continuare a mettere in atto quanto detto anche durante l’omelia di domenica scorsa: che un impegno sempre coerente e concreto nei confronti del fenomeno mafioso e’ dovere di ogni buon cristiano. Sono sicura – conclude Brandara – che come abbia importanza togliere i beni alla mafia, allo stesso modo e’ indispensabile eliminare ogni zona d’ombra, anche nel mondo cattolico, e scelte di grande forza come quella messa in campo dall’arcivescovo Montenegro sono senza dubbio la strada da seguire”.