Il sindaco Vincenzo Corbo gioca le sue ultime carte e tenta di salvare dalla chiusura la sede staccata del Tribunale. Il capo dell’amministrazione comunale, infatti, nei giorni scorsi ha investito della questione il Ministro della Giustizia Paola Severino, tramite il suo capo di gabinetto l’agrigentino Gigi Birritteri al quale Corbo si è rivolto per avere un colloquio con il responsabile della Giustizia.

A Birritteri, inoltre il capo dell’amministrazione comunale ha affidato una lettera dove vengono spiegate le motivazioni dell’ente che vorrebbe evitare la chiusura del palazzo di giustizia cittadino. «Il comune – dichiara Vincenzo Corbo- ha un contratto di locazione con i proprietari della sede dove si trova il palazzo di giustizia sino al 2017 e quindi le spese sarebbero sostenute dal nostro ente sino a quella data. Nei prossimi giorni dovremmo ottenere una risposta dal Ministero e siamo fiduciosi che possa essere positiva».


Una iniziativa quella di Vincenzo Corbo che riaccende una speranza che possa portare al mantenimento in vista della struttura giudiziaria cittadina. Scontata, invece la prossima chiusura degli uffici del giudice di Pace che dovrebbe andare via da Canicattì. «Si tratta di decisioni- conclude Vincenzo Corbo- che vengono adottate dal Ministero della Giustizia nell’ambito della riforma del sistema e nel risparmio dei costi di gestione dei propri uffici. A questo non possiamo opporci in maniera assoluta anche perché è stato già deciso da Roma che l’ufficio del Giudice di Pace ha costi rilevanti che non possono essere più sostenuti dallo Stato». A giorni quindi dovrebbe giungere la notizia della conferma della chiusura degli uffici del giudice di Pace che si trovano in città. Intanto, si è discusso della chiusura della sede staccata del Tribunale di Canicattì, nel corso di una riunione che si è svolta presso la sede della Corte d’Appello di Palermo.

Confermata la dismissione della struttura i cui tempi dovranno essere decisi dal Tribunale di Agrigento da cui la sede distaccata di Canicattì dipende. Per quanto riguarda i tempi di chiusura del palazzo di Giustizia di Canicattì, confermata l’ipotesi che possa avvenire in un periodo compreso tra i 18 ed i 24 mesi anche se vi è la possibilità che gli stessi possano essere anticipati.

La soppressione della sede staccata di Canicattì del Tribunale di Agrigento era ormai nell’aria da diverso tempo ed è diventata realtà nelle scorse settimane dopo che il Governo ha previsto la soppressione di 280 uffici giudiziari, tra tribunali, procure, e sezioni distaccate, per effetto della revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Cancellazioni o accorpamenti che riguardano tutte le 220 sezioni distaccate e una forbice compresa tra 32 e 36 tribunali e altrettanti uffici requirenti.

CARMELO VELLA