Sospetti incrociati sulle visite, almeno due il 26 maggio e il 4 luglio, dei parlamentari Sonia Alfano e Beppe Lumia ad alcuni boss in carcere, Provenzano in testa. Il settimanale Panorama ha analizzato la vicenda mettendo in relazioni le visite in carcere con alcuni interrogatori, compiuti dal sostituto Antonio Ingroia, subito dopo, e avvenuti senza la presenza degli avvocati difensori.
La stessa scelta degli interlocutori in carcere, Cina e Filippo Graviano, fa dire a Fabrizio Cicchitto che l’obiettivo delle visite non era così “innocente” come si è voluto far credere da parte dei due parlamentari e che lo scopo politico del tour in carcere era Silvio Berlusconi,più volte chiamato in causa nelle inchieste sulle stragi del 1993. Ma oltre ad attaccare i due parlamentari autori degli incontri il Pdl se la prende con il ministro di Giustizia Paola Severino accusata di aver troppo a lungo tenuto la questione nel cassetto. “Il ministro Severino ha affermato di essersi mossa il 3 agosto, ma il primo colloquio fra Lumia-S.Alfano e Provenzano risale al 26 maggio”, nota Cicchitto.
E ora a Panorama risulta che al Dap, al direttore generale Piscitello “arrivò una nota della polizia penitenziaria di Parma che segnalava la grave anomalia del colloquio con Provenzano. Il direttore generale informò il capo del Dap Giovanni Tamburino e poi il procuratore antimafia Grasso. Che cosa fecero?”.
Il primo a rilevare le novità di Panorama è stato Maurizio Gasparri che in questi giorni ha polemizzato più volte con la Severino. Il capogruppo Pdl chiede che sia il Senato, dove il centrodestra ha la maggioranza, ad ascoltare le spiegazioni del ministro a settembre. Il Pdl denuncia una “omessa vigilanza del ministero della Giustizia”. Ma il capogruppo alla Camera Cicchitto replica a stretto giro ricordando la primogenitura di una interrogazioni sul caso S.Alfano-Lumia con la richiesta che sia la Camera a discuterne. “Facciamo nostri questi e anche altri interrogativi avanzati da Panorama perchè essi mettono in evidenza che ci troviamo di fronte a una questione gravissima rispetto alla quale il governo – in primo luogo il ministro di Grazia e Giustizia Severino – hanno il dovere di dare il loro contributo per far luce di essa”.
Com’è noto, i rapporti di forza tra Palazzo Madama e la Camera cambiano. Al Senato la vecchia maggioranza di centrodestra è ancora predominante. Un’eventuale mozione di sfiducia a Paola Severino in quel ramo potrebbe essere accolta.












