Lettera aperta dell’Aitras autotrasporti di Campobello di Licata alle associazioni di categoria. “Ecobonus per gli Autotrasportatori – scrive il presidente Salvatore Bella -, 60 milioni di euro bloccati da due anni dall’Unione Europea per un cavillo burocratico e le imprese siciliane rischiano il collasso. L’Unione europea dovrebbe autorizzare la proroga dell’ecobonus, alla luce del contenuto della Decisione della Commissione Europea C (2012) 5020 del 25.07.2012 , ovvero che la misura, considerata aiuto si stato, non potrebbe durare più di un triennio. Se, infatti, inizialmente, il regime di aiuti riguardava la riduzione della congestione stradale sulla rete viaria nazionale e il miglioramento degli standard ambientali, oggi l’ecobonus è di vitale importanza per la sopravvivenza dell’economia siciliana: la Sicilia soffre la sua marginalità geografica ma VIVE di ortofrutta che, in quanto altamente deperibile, deve essere consegnata ai mercati del Nord Italia e dell’Europa in 24 ore dalla partenza e questo non è possibile osservando le norme del codice della strada sulle ore di guida e di riposo (n.3821/85, Regolamento CEE n.2135/98, ed abroga il Regolamento CEE n.3820/85). Queste regole obbligano gli autotrasportatori a prendere le navi (nemmeno con due autisti si riesce ad arrivare ai mercati generali del nord-Italia in tempo utile), altrimenti il prodotto ortofrutticolo è fuori mercato. Dal 2005, grazie al contributo della Regione Sicilia per il combinato strada-mare (l.241/2004) al quale è subito seguito l’eco-bonus nazionale, l’economia siciliana ha evitato il collasso. Dal 2010 siamo però scoperti,abbiamo affrontato le maggiori spese derivanti dal combinato strada-mare senza avere rimborsato un centesimo, nonostante le rassicurazioni del Sottosegretario Giachino e poi del Sottosegretario Ciaccia, nonostante il decreto ministeriale già emanato, per la prosecuzione dell’importante sostegno. L’ecobonus è stato, inoltre, indispensabile per ovviare alla carenza infrastrutturale del meridione d’Italia, facendo riferimento in particolar modo agli interminabili (per lunghezza in Km e in tempo) cantieri della Salerno Reggio-Calabria, al collo di bottiglia dello Stretto di Messina. L’ecobonus, insomma, è servito e serve per rendere le merci siciliane competitive al pari del resto d’Europa, la sua prosecuzione non sarebbe concorrenza sleale: semmai la sua abolizione costituirebbe concorrenza sleale degli altri Paesi nei confronti dell’Italia.Per non parlare del legittimo affidamento (principio di natura europeistica) delle imprese che hanno presentato istanza per l’erogazione del contributo: non dimentichiamo che conil decreto del Ministero dei Trasporti (contenete il modello di istanza per i traghettamenti 2010 e la relativa scadenza di presentazione) le imprese oggi hanno delle legittime aspettative che non possono essere disattese.Come potete notare voi stessi al punto 5 della Decisione, l’Italia deve fornire informazioni anche su altre questioni di carattere più tecnico. Da non sottovalutare la possibilità di rivolgerci al Consiglio Europeo ai sensi dell’art. 108 del TFUE.
Giovanni Blanda












