Mentre si avvicina la data delle elezioni per il Presidente della Regione ed il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana, i Popolari Liberali della Provincia di Agrigento non possono che prendere atto dell’ennesimo episodio di mala gestione del PDL da parte dei dirigenti provinciali che ancora una volta non hanno coinvolto i Popolari Liberali nei processi decisionali per la formazione della lista provinciale che concorrerà alle elezioni regionali siciliane.

Ancora una volta, dunque, per giunta alla vigilia di un importante appuntamento elettorale, il PDL si è arroccato sul solito modello, fortemente personalizzato e centralistico, che ha sostituito di fatto la collegialità e il confronto nella comunità politica, restringendo da un lato gli spazi di partecipazione e dall’altro alimentando le tentazioni di egemonia da parte di chi si trova a gestire il partito sul territorio. Quasi una degenerazione di tipo feudale dei capetti locali, i quali evidentemente ritengono di poter assorbire e rappresentare, senza alcun preventivo confronto, gli stimoli politici e culturali, l’anima autenticamente popolare delle diverse componenti del PDL.


Così, del “listino” regionale, è stata estromessa all’ultimo momento Carolina Varchi, vice presidente nazionale di Giovane Italia, mentre nella lista del collegio provinciale di Agrigento sono stati inseriti tutti i dinosauri dei potentati politici pdiellini, oltre quelli provenienti da altri partiti.

Ed i candidati nuovi, quelli impegnati nel volontariato e nel sociale del territorio, quelli giovani e freschi?

Niente spazio per loro. Sono prevalse le solite logiche . Si è caduti nei soliti macroscopici errori che hanno ormai minato l’idea guida di un nuovo modello di Partito plurale, capace di far convivere, in un progetto condiviso, anche aree di pensiero diversificate.

Il tentativo che le componenti del PDL dovevano attivare in occasione della formazione delle liste per le elezioni regionali siciliane era quello di far ripartire il progetto dal basso, mettendo in campo quel patrimonio di valori e di identità indispensabili ad arricchire la proposta e l’offerta politica complessiva. Ma il nostro sforzo in chiave popolar-liberale è stato vanificato, non avendo trovato immediato ascolto all’interno del Partito del quale siamo stati cofondatori e delle sue articolazioni territoriali, spesso intente ad utilizzare l’organizzazione per ritagliarsi rendite di posizione e conservare così un potere asfittico e senza futuro.

Cosa resta di quello splendido impasto di sentimenti, di emozioni, di progetti che ha caratterizzato l’avvio della rivoluzione italiana, che nelle aspettative avrebbe dovuto essere la rivoluzione della legalità, del merito, della trasparenza, della qualità della classe politica, dello spirito civico e dell’entusiasmo generazionale?

Le elezioni amministrative nei Comuni dell’agrigentino e nel Comune capoluogo, svoltesi tra il 2011 e il 2012, dovevano costituire un campanello d’allarme. Invece, come se nulla fosse accaduto.

Nemmeno alla vigilia delle elezioni regionali siciliane, il PDL provinciale è riuscito a ritrovare il senso autentico e genuino della politica; non è riuscito a tenere in considerazione le esigenze reali della nostra Sicilia e dei nostri territori, per ancorarli concretamente al PDL, in modo da renderlo –col concorso di tutti e, ancora prima, col nostro patrimonio culturale ed ideale di democratico cristiani- un partito al servizio dei cittadini, un partito fatto a misura d’uomo, un partito che tornasse a crescere e ad avere un ruolo di promozione della cultura e della solidarietà sociale, un ruolo di sviluppo della realtà socio-economica regionale e provinciale.

In tale situazione e per questi motivi, i Popolari Liberali della Provincia di Agrigento non voteranno la lista PDL per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana, ma voteranno comunque per il candidato Presidente Nello Musumeci -uomo di alta statura politica, morale e culturale- nonostante la sua probabile vittoria avrà come corollario l’elezione a deputato regionale di qualche rappresentante della politica agrigentina che ha vissuto di rendita nel PDL, senza aver mai avuto alcun radicamento nel territorio locale e senza aver mai intrapreso iniziative recanti beneficio culturale, economico o sociale alla comunità locale.

I Popolari Liberali della Provincia di Agrigento.