Il ministero della Sviluppo Economico ha nominato un nuovo commissario alla Banca di Credito Cooperativo San Francesco, in aggiunta ai tre già nominati in precedenza dopo la decisione di commissariare l’istituto di credito con sede a Canicattì. Il nuovo commissario è Salvatore Immordino, 59 anni sposato con due figli. Ha sviluppato la sua esperienza professionale interamente all’interno del Gruppo Intesa Sanpaolo con diversi incarichi di responsabilità nella rete commerciale della banca, dove ha ricoperto ruoli direttivi sempre più rilevanti fino ad assumere la guida ed il coordinamento di reti territoriali di sportelli.

L’ultimo incarico ricoperto è stato quello di responsabile dell’Area Sicilia di Intesa Sanpaolo prima di diventare il nuovo direttore della Banca dell’Adriatico. La nomina di Immordino si aggiunge a quella del commissario straordinario l’avvocato Nicola Marotta e del nuovo comitato di sorveglianza composto da Enrico Amodeo, Maria Teresa Bianchi ed Antonella Cannarozzo che era stata fatta dal Ministero qualche settimana addietro.


La Banca di Credito Cooperativo San Francesco era stata commissariata per delle irregolarità commesse da chi aveva un ruolo apicale nell’amministrazione dell’istituto. E’ questo quanto emerge dalla relazione, effettuata dagli ispettori della Banca d’Italia, che successivamente aveva portato alla nomina del commissario straordinario. Infatti, l’istituto di credito è stato commissariato ai sensi dell’articolo 70 comma 1 lettera (a) del testo unico bancario poiché, durante le ispezioni, effettuate nel 2008, 2010 e l’ultima alcuni mesi addietro sono emerse delle irregolarità commesse da chi aveva un ruolo manageriale nell’amministrazione dell’istituto. Sotto accusa, dunque, erano finiti l’ex Presidente Vito Augello, l’attuale Direttore Generale Domenico Raneri e l’ex presidente del collegio sindacale, Giuseppe Bonaccorsi, i quali durante la loro gestione avrebbero effettuato investimenti ed operazioni finanziarie definite sbagliate.

Infatti, la San Francesco nel 2011, aveva chiuso con una perdita in bilancio di circa 3 milioni di euro e per l’esattezza di 2 milioni e 900 mila euro. Nonostante il commissariamento da parte di Banca d’Italia, l’istituto canicattinese che da oltre 100 anni opera sul territorio non si trova in una posizione di sofferenza economica malgrado le perdite avute da questo genere di operazioni. Tra gli interventi errati ad esempio l’acquisto di titoli che alla fine hanno subito delle gravi diminuzioni sul mercato azionario. L’invio dei commissari e del comitato di sorveglianza da parte di Banca d’Italia dimostra, così come è scritto nel decreto di nomina, che porta la firma dell’assessore regionale all’economia, una volontà positiva nei confronti del territorio al risanamento dell’istituto.

Carmelo Vella