Venti giorni di reclusione, duecento euro di multa e pagamento delle spese processuali. È questa la sentenza di condanna emessa dal giudice onorario di Tribunale nei confronti della titolare di un’impresa agricola di Canicattì accusata di non aver versato i contributi previdenziali al personale assunto a carattere stagionale.
Ad emettere la sentenza in riforma ad un decreto di condanna del Gip Luisa Turco di Agrigento il Got Vincenzo Ricotta chiamato a decidere sul ricorso presentato per conto di Maria Giovanna Marchese Ragona, 71 anni di Canicattì. La donna, nel giudizio che si è svolto presso la Sezione Distaccata di Canicattì del tribunale di Agrigento, era assistita dall’avvocato Maria Katia Gueli che aveva concluso la sua arringa chiedendo l’assoluzione della Marchese Ragona perché «il fatto non costituisce reato».
Il pubblico ministero Manuela Sajeva invece nella sua requisitoria aveva chiesto la condanna dell’imputata a 20 giorni di reclusione e 500 euro di multa. Maria Giovanna Marchese Ragona aveva impugnato il decreto di condanna del Gip che le aveva inflitto una multa di 910 euro. Durante il processo tutti i testi, operai che avevano lavorato nei terreni condotti dall’imputata, hanno confermato di essere stati puntualmente pagati. Per i giudici però l’imprenditrice agricola avrebbe omesso il versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali relative al secondo e terzo trimestre 2008 riscontrato in maniera documentale il 22 luglio 2009 dal personale dell’Inps Agricola.
FONTE: CARMELO VELLA












