Concluse le consultazioni regionali il clima politico rimane rovente per l’avvicinarsi delle amministrative e le sempre più probabili nazionali. L’avvocato Lillo Massimiliano Musso, annunciato candidato a sindaco per le comunali 2013 di Ravanusa, con un comunicato stampa ricostruisce la “mappa del potere” politico a Ravanusa alla luce della recente competizione regionale e si complimenta con il M5S per l’ottimo risultato ottenuto, da cui prende però le distanze per le prossime elezioni comunali di maggio.

“Il bilancio delle elezioni regionali consegna la Sicilia alla più completa ingovernabilità. Solo l’ottimo risultato del Movimento 5 Stelle ha dato l’illusione di un cambiamento, soprattutto in prospettiva delle consultazioni nazionali del 2013. I 14 deputati regionali grillini, infatti, poco potranno fare dinanzi allo scenario che si profila con l’inciucio tra Crocetta e Micciché”. Musso continua: “Ravanusa ha risentito enormemente del teatrino politico nazionale e regionale di questi ultimi mesi e ciò rafforza la credibilità della mia candidatura a sindaco, che viene da anni di impegno sulla città. Una lettura attenta dei numeri ci dice che Emanuela Miceli (370 voti) è fuori dai giochi, che i fratelli Avarello, pur rappresentando il vecchio, ci sono ancora (800 voti), che il M5S (1100 voti) a Ravanusa dirà la propria anche per le comunali. Ciò che maggiormente spicca è la frammentazione della “mappa del potere” a Ravanusa, con Carmelo D’Angelo capace di “raccogliere” poca roba (260 voti) per Vincenzo Fontana, Giancarlo La Greca aggregare 200 voti per Giancarlo Granata, il sindaco Armando Savarino disperdere il suo “illegittimo” patrimonio di voti per portarne poco più che un decimo a Roberto Di Mauro (240 voti), Giuseppe Lauricella, figlio di Totò, racimolare per Giacomo Di Benedetto una miseria (190 voti), con un MPA in grado di raccogliere più di 350 voti per persone perfettamente sconosciute a Ravanusa, con Michele Cimino (90 voti) e Luigi Gentile (40 voti) ridotti ai minimi termini. I big ravanusani, in altri termini, per la prima volta dopo tanti anni non sono riusciti a “favorire” pacchetti di voto consistenti, anche nell’ordine delle migliaia. Ciò è un buon segno per la comunità che andrò ad amministrare. Ritengo che il vincitore morale di queste elezioni sia stato il M5S che con un consenso di 1100 voti ha confermato il dato tradizionale di un elettorato ravanusano attento e pronto a premiare la prospettiva migliore, senza dubbio favorito dall’effetto trascinamento del divo Grillo, come fu per Giuseppe Bonaventura con la lista Solo per Ravanusa e come fu per Vito Coniglio con la Rete di Leoluca Orlando. Ebbene, intendo mettere in chiaro da subito che non metterò in discussione la mia candidatura con i grilli ravanusani, con i quali conservo una sincera amicizia e condivisione di idee. Dopo l’esaltante affermazione di questi giorni resta viva la mia candidatura ed è giusto che i grilli esprimano il proprio candidato, il proprio programma e la propria squadra. Per me sarà un piacere confrontarmi su temi veri e con persone per bene. Auguro a me stesso di trovare nel M5S un avversario leale, come lo sarò io. Ravanusa, dopo la sbornia di Grillo, si è già risvegliata nel dramma dei propri problemi quotidiani: servizi essenziali carenti, disoccupazione cronica, emigrazione sistemica, peggior livello di vivibilità. Se mettessi in discussione la mia candidatura ora, solo perché va di moda il M5S, farei un torto alla mia storia personale ed un favore alla vecchia politica, perché in me si concentrano vocazione politica, visione sociale, conoscenza del territorio e soluzione dei bisogni delle persone. Ne è prova l’avversione radente l’odio personale che mi riservano gli scrocconi e i parassiti della politica locale. Se Grillo ha spostato un consenso tanto ampio a Ravanusa, io e la mia squadra faremo di più, come fu per Coniglio e per Bonaventura”. Per Musso “I grilli ravanusani sono una decina in tutto, mica i 1100 elettori sono tutti grillini! La più grande fetta di quell’elettorato da anni rivolge le proprie aspettative al grande progetto politico che ho messo in campo per Ravanusa. Basti pensare che persino la mia famiglia in senso stretto ha votato i grillini a Ravanusa ed ho detto tutto. Quella decina di attivisti grillini, invece, dovrebbe aderire al mio progetto, perché queste persone lo conoscono da tempo, o dovrebbero conoscerlo, ma per onestà mia intellettuale, sapendo di alcuni cavalcatori d’onda dell’ultimo istante, non consentirò a nessuno di nuocermi “dall’interno”, perché la bizzarra idea di democrazia di qualcuno è quella di farsi forte di una sigla alla moda per imporre la propria candidatura senza alcuna radice”. Conclude Musso “La mia candidatura viene fuori da anni di presenza, impegno ed esposizione sui temi più delicati della vita sociale. In definitiva, non contratto con nessuno la mia candidatura e sarò lieto di ricevere la sfida anche da un grillino, che ritornerà alle risicate decine di voti delle amministrative del 2008”.

A Ravanusa, città che sperimentò per prima il compromesso storico tra la DC di Armando Savarino e il PCI di Giovanni D’Angelo per mettere in minoranza il PSI di Salvatore Lauricella, si profila un confronto all’insegna del cambiamento dell’intero panorama politico con Massimiliano Musso, da anni indicato come il Peppino Impastato vivente per via delle sue note trasmissioni radiofoniche, ed un esponente locale del M5S, forte di un exploit di consenso a Ravanusa.

Gianluca Rossellini