E’ di questi giorni la notizia dell’indagine della guardia di finanza che ha portato il Gip Alberto Davico a disporre il sequestro preventivo di diversi immobili, un indagine che interessa novanta indagati e che vuole fare luce sugli abusi edilizi che a Lampedusa da troppi anni, sono una pratica comune e consolidata. Fino ad oggi c’è stato quasi un incoraggiamento da parte delle amministrazioni che si sono susseguite a costruire in maniera illegale, il fatto che sull’isola non ci sia un piano regolatore ha fatto da scusante e da pretesto a questa pratica. Nessuno fino ad oggi, ha avuto la capacità e l’interesse di redigere questo importante strumento che cambierebbe le sorti dell’isola, chi è riuscito a costruire in maniera legale, lo ha fatto seguendo un piano di fabbricazione del 1974, che veniva modificato di volta in volta a secondo delle esigenze, questo è stato un altro strumento per garantire a pochi il privilegio della legalità e una merce di scambio preziosa, per chi aveva bisogna di una licenza edilizia. Ci sono molte cose che non tornano da questo punto di vista, quella di cui ci siamo interessati noi è la questione delle catacombe al porto vecchio, un sito archeologico di enorme importanza che giaceva sotto delle “Baracche” che erano depositi e industrie del pesce. La sovraintendenza in una relazione dichiarava che il sito doveva essere espropriato per continuare gli scavi, ma qualche anno fa, quelle “baracche” diventano degli appartamenti che tutt’ora sono in vendita, anche se c’è un inchiesta aperta. La cosa strana è che la costruzione ha la licenza edilizia, che ci sono i pareri favorevoli della sovraintendenza di Agrigento e che molte tombe sono state ricoperte dal cemento. Ora in un paese dove Pompei sta cadendo a terra pietra dopo pietra, affresco dopo affresco, questo diventa solo uno dei tanti esempi di mala gestione e disprezzo del patrimonio culturale, ma Lampedusa è un caso a parte anche in questo, perché questo scempio va sommato ad innumerevoli altri.
Ricordiamo i cerchi di pietra che questo sito http://www.megalithic-lampedusa.com/2011/09/lampedusa-stonehenge.html descrive bene ma che sono completamente abbandonati e in molti casi sono stati distrutti, i sette palazzi in stato di abbandono, la casermetta di cala pisana, i tanti fortini di guerra e se vogliamo andare indietro il castello con la torre di Orlando completamente distrutto negli anni cinquanta, e si potrebbe continuare per molto, in più quando si scopre che Lampedusa ha un direttore dell’area archeologica il dott. Giuseppe Alongi, e ha anche un direttore del museo archeologico il dott. Pietro Meli, allora uno comincia a pensare che c’è qualcosa che non va nella struttura e nelle istituzioni. Questi direttori vengono pagati ogni mese, per che cosa ? Per avere un museo archeologico chiuso, anzi con delle porte semiaperte, con delle finestre spaccate, con una statua del quinto secolo, una copia romana della dea Atena, buttata li nel disinteresse generale e alla mercé di tutti. A cosa servono questi direttori ?


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