Un’ordinanza di sgombero è stata firmata del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, per alcuni locali di palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana.
L’ordinanza parla di “condizioni di grave pericolo” riscontrate dopo un sopralluogo della Protezione civile e dell’ufficio edilizia pericolante nell’ex alloggio del custode della Cappella Palatina e in un’ala prospiciente via del Bastione, occupata da personale dell’Ars.
Il sindaco ha anche emanato un’ordinanza di messa in sicurezza nei confronti del segretario generale dell’Ars, in qualità di responsabile. L’atto prevede anche che in caso di inadempienza “si procederà con denuncia all’autorità giudiziaria”.
Il provvedimento d’urgenza non è ancora stato notificato all’Ars. In merito all’ordinanza l’Assemblea sottolinea tuttavia che “con verbale di consegna del 2 agosto 2011, è stata immessa nel possesso giuridico del complesso monumentale Palazzo reale a seguito dell’emanazione del decreto legislativo 23 dicembre 2010 n. 265, con cui è stato trasferito dal demanio dello Stato al demanio della Regione siciliana l’immobile citato”. E che poi “dalla ricognizione dei luoghi – si legge in una nota dell’ufficio stampa dell’Ars – è emerso che tra i locali oggetto del trasferimento figurano anche quelli con accesso autonomo contiguo all’ingresso di piazza Parlamento n. 1, mai stati in possesso dell’Assemblea fino al 2 agosto 2011, che, da accertamenti effettuati, risultano essere occupati senza titolo dalla vedova di un ex custode della Cappella Palatina che è stata invitata, attraverso colloqui informali a rilasciare l’immobile”.
Inoltre “in occasione di indagini strutturali finalizzate alla individuazione delle cause dello stato di degrado della Torre Greca – prosegue la nota – si è reso necessario un sopralluogo presso i locali abitati dalla vedova dell’ex custode. Da tale attività è emerso lo stato di dissesto strutturale degli ambienti dell’alloggio dell’ex custode – sottolinea l’Ars – e dei sovrastanti locali che ospitano le Commissioni legislative. Si è resa necessaria, pertanto, l’immediata esecuzione di saggi e verifiche indispensabili all’acquisizione del rilievo commentato dei quadri fessurativi nel Palazzo, incompatibili, per motivi di sicurezza, con la presenza di personale estraneo alla esecuzione dei lavori edili”.
“I vigili urbani, venuti a conoscenza dei fatti, in attesa dell’espletamento della procedura di rilascio azionata dall’Ars – conclude la nota – con la difesa tecnica dell’Avvocatura dello Stato, hanno effettuato, in autonomia, un sopralluogo degli ambienti citati i cui esiti hanno presumibilmente comportato l’emissione di un provvedimento d’urgenza ancora, comunque, non notificato all’Assemblea regionale siciliana”.
Si chiama Anna Maria Aricò, oggi è una donna anziana, per tanti anni ha vissuto col padre, custode della cappella Palatina ubicata all’interno di Palazzo dei Normanni (dimora un tempo di Federico II), l’alloggio che si trova nel corpo basso del Palazzo Reale, sede del Parlamento siciliano, un tempo dimora di Federico II. In base ai sopralluoghi di vigili e Protezione civile effettuati la scorsa estate le cui relazioni sono state acquisite con un’ordinanza firmata ieri dal sindaco di Palermo, quest’alloggio va sgomberato, assieme ad altri locali che ospitano il centro studi e la commissione parlamentare Formazione a Lavoro, perchè a rischio crollo.
All’interno della casa, sul lato sinistro dell’ingresso principale su piazza del Parlamento, i tecnici hanno rilevato profonde crepe; l’alloggio si trova ai piedi della torre Greca, più volte demolita e ricostruita. Il locale, così come l’intero Palazzo, è transitato dal Demanio alla Regione da circa un anno. La signora Aricò, che dunque non è proprietaria, ha sempre vissuto in questa casa anche dopo la morte del padre-custode, mentre i nipoti continuano ad accogliere i visitatori della cappella Palatina, la basilica fatta costruire nel 1132 da Ruggero II: l’ordinanza del sindaco ora impone di “eseguire urgentemente lo sgombero delle persone occupanti l’immobile” perchè “gravi pericoli minacciano l’incolumità dei cittadini”, sostenendo “la necessità di emettere provvedimento contingibile e urgente”.
Il sindaco ha dato mandato al comando di polizia municipale di notificare l’atto di sgombero alla signora Aricò e al segretario generale dell’Assemblea regionale, Giovanni Tomasello, per quanto riguarda il personale che lavora negli uffici e nelle commissioni parlamentari. La polizia municipale dovrà “vigilare sull’osservanza del provvedimento” mentre si dà incarico “alla forza pubblica di intervenire, se necessario, per lo sgombero coatto”.












