Ranibizumab (Lucentis®), già rimborsato per la degenerazione maculare neovascolare legata all’età con acuità visiva maggiore o uguale a 2/10, sarà disponibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale anche per le persone con diminuzione visiva causata da edema maculare diabetico (DME) e da occlusione venosa retinica (RVO).

Ranibizumab è l’unico farmaco anti-VEGF (fattore di crescita vascolare endoteliale) approvato per tre indicazioni terapeutiche: degenerazione maculare neovascolare legata all’età (AMD), diminuzione visiva causata da edema maculare diabetico (DME) e da occlusione venosa retinica (RVO), grazie ad un ampio programma di studi clinici in cui ranibizumab ha dimostrato un’efficacia significativamente superiore rispetto alla terapia standard con un’azione rapida e mantenuta nel trattamento a lungo termine. Ranibizumab ha mostrato di migliorare l’acuità visiva e la qualità della vita legata alla visione nelle persone affette da queste patologie. (1-6)


Il regime di rimborsabilità e prezzo a seguito delle nuove indicazioni terapeutiche di Lucentis® è stabilito dalla determina AIFA n.711/2012 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.285 del 6 dicembre 2012 ed entrerà in vigore dal quindicesimo giorno della sua pubblicazione.

“Questa decisione – dichiara Philippe Barrois, Amministratore Delegato e Country President di Novartis in Italia – rende finalmente disponibile anche in Italia una terapia di comprovata efficacia e sicurezza nella cura dei pazienti con diminuzione visiva causata da edema maculare diabetico e da occlusione venosa retinica e testimonia il nostro impegno per difendere il diritto alla vista e l’accesso all’innovazione nel rispetto della sostenibilità economica.”

L’ accordo con AIFA prevede una significativa riduzione del prezzo del farmaco in linea con il costo più basso europeo, a parità di indicazioni, e la realizzazione di un ampio studio clinico, finanziato dall’azienda, che verrà condotto in 5.000 pazienti con degenerazione maculare neovascolare legata all’età, con acuità visiva <2/10 e/o patologia del secondo occhio. Lo studio ha come obiettivo principale quello di chiarire il profilo di sicurezza ed efficacia di ranibizumab nella degenerazione maculare neovascolare legata all’età con acuità visiva <2/10 e/o patologia del secondo occhio e di conseguenza rimuovere le limitazioni al rimborso per questa indicazione.

L’edema maculare diabetico (DME) è una complicanza della retinopatia diabetica, patologia cronica e progressiva a carico dei piccoli vasi retinici e rappresenta la principale causa di cecità in età lavorativa.(7)

“La malattia diabetica determina negli anni, se non curata in maniera adeguata, una serie di complicanze croniche tra cui l’edema maculare diabetico che, se non trattato adeguatamente, può portare, seppure lentamente, alla cecità o a gravi riduzioni della vista con ricadute sociali importanti – afferma Umberto Valentini, Presidente Diabete Italia. Il rimborso di ranibizumab rappresenta un passo avanti significativo nel trattamento di questa grave complicanza e sottolinea l’impegno del Servizio Sanitario Nazionale verso una patologia di forte impatto individuale e sociale. Ci auguriamo che i pazienti possano accedere a questa terapia garantendo l’omogeneità dell’assistenza a livello nazionale superando le diversità regionali.”

Ranibizumab, sviluppato specificatamente per l’impiego intravitreale, rappresenta la prima terapia approvata in grado di migliorare la visione e la relativa qualità di vita nei pazienti colpiti da DME. I vantaggi in termini di guadagno di acuità visiva sono stati dimostrati in due studi clinici, RESTORE e RESOLVE, che ne hanno evidenziato la superiorità rispetto alla terapia laser, l’attuale terapia di riferimento. Lo studio RESTORE ha dimostrato che i pazienti trattati solo con ranibizumab hanno guadagnato a 12 mesi rispetto al basale in media 6,8 lettere mentre i pazienti del gruppo trattato con il laser hanno guadagnato in media 0,9 lettere. Nello studio RESOLVE, a 12 mesi i pazienti trattati con ranibizumab rispetto al basale hanno guadagnato 10,3 lettere; al contrario, i pazienti del gruppo di controllo, hanno presentato una riduzione media di 1,4 lettere nell’acuita visiva.(3)

I risultati dell’estensione a 3 anni dello studio RESTORE, hanno dimostrato che i pazienti che sono stati inizialmente trattati con ranibizumab hanno ricevuto una media di 13,9 iniezioni nell’arco di tre anni. Il 19-25% dei pazienti non ha richiesto iniezioni di ranibizumab nel corso del secondo e terzo anno. Un numero medio di 3,7 iniezioni nel secondo anno e di 2,7 nel terzo anno sono stati sufficienti per mantenere il guadagno di 7 lettere in termini di acuità visiva ottenuti nel corso del primo anno dello studio RESTORE. (4)

Ranibizumab

Ranibizumab è il frammento di un anticorpo umanizzato ideato per bloccare tutte le forme biologicamente attive del fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF-A). Incrementi dei livelli di VEGF-A sono stati osservati nella degenerazione maculare neovascolare legata all’età (AMD) come nell’edema maculare diabetico (DME) e nell’occlusione venosa retinica (RVO).

Ranibizumab è stato ideato, sviluppato e formulato specificamente per l’uso oftalmico con l’obiettivo di stabilizzare e migliorare l’acuità visiva in questi pazienti e di minimizzare il rischio di effetti collaterali sistemici.

Ranibizumab è autorizzato in oltre 100 Paesi per il trattamento della degenerazione maculare neovascolare legata all’età e in oltre 80 Paesi per il trattamento della diminuzione visiva conseguente a DME e nella diminuzione visiva conseguente a edema maculare dovuta a RVO sia centrale che di branca. Nella maggior parte dei Paesi, inclusa l’Europa, ranibizumab ha un regime di trattamento individualizzato con l’obiettivo di massimizzare i risultati sulla visione minimizzando il sotto o over trattamento dei pazienti.

Ranibizumab ha un profilo di sicurezza ben caratterizzato e Novartis monitora sistematicamente ed in modo continuativo la sicurezza e la tollerabilità del farmaco per le indicazioni autorizzate. Il profilo di sicurezza è stato confermato in un programma di sviluppo clinico che ha arruolato oltre 10.000 pazienti tra le varie indicazioni.

In Italia ranibizumab è rimborsato dal 2008 per i pazienti con degenerazione maculare neovascolare attiva e con acuità visiva con la migliore correzione ≥ 2/10.