Si è aperto ieri mattina ed è stato subito rinviato al primo febbraio prossimo davanti ai giudici della Corte d’Appello di Palermo, il processo di secondo grado a carico di Angelo Ferrigno, 18 anni, condannato a dieci anni di reclusione dal Gup del Tribunale dei Minori del capoluogo siciliano Antonina Pardo, il 2 giugno dello scorso anno. L’imputato, che all’epoca dei fatti era minorenne, è accusato dell’omicidio di Calogero Giardina 24 anni, avvenuto nel luglio del 2010 a Canicattì.

Il procedimento è slittato di circa un mese, perché il legale di fiducia del diciottenne, l’avvocato Diego Giarratana ha sollevato delle eccezioni alla Corte, ed in particolare la mancata notifica del ricorso della Procura dei Minori, nei confronti della sentenza di primo grado. Sentenza, che secondo la Procura sarebbe stata mite nei confronti di Angelo Ferrigno, che doveva essere condannato ad una pena maggiore a quella che alla fine gli è stata inflitta. Il pubblico Ministero del procedimento Paoletta Caltabellotta, nel processo di primo grado, aveva invece chiesto nel corso della sua requisitoria, la condanna del diciottenne a 15 anni di reclusione.


Ma alla fine nella sentenza era prevalsa la linea difensiva sostenuta dal legale dell’imputato, il quale, grazie anche ad una perizia effettuata sul proprio assistito da uno staff composto da un educatore, uno psicologo ed un assistente sociale, era riuscito a dimostrare come la personalità di Angelo Ferrigno fosse fragile e facilmente condizionabile. Il giovane, infatti, si sarebbe lasciato trascinare e coinvolgere in questa triste vicenda da altre persone che sono state anche indagate.

Per questo motivo al ragazzo erano state concesse le attenuanti prevalenti : la giovane età e la sua fragilità psicologica. La famiglia di Calogero Giardina non si era potuta costituire parte civile perché il processo nei confronti di minorenni non lo consente. L’omicidio di Calogero Giardina, avvenne il 16 luglio di due anni fa. Secondo una ricostruzione effettuata dai carabinieri che si sono occupati delle indagini, Angelo Ferrigno che all’epoca dei fatti era minorenne, avrebbe invitato la vittima ad uscire fuori dal bar in cui si trovava, per un “chiarimento”: aveva infatti scoperto che la sua ex fidanzata frequentava il giovane. Una volta fuori dal locale, l’aggressore al termine di una lite gli ha conficcato un cacciavite nella testa e poi è fuggito.. Il diciottenne, da qualche mese si trova rinchiuso nuovamente nel carcere Malaspina di Palermo dopo essere stato recluso nella struttura penitenziaria giovanile di Caltanissetta.