Il Gip del Tribunale di Enna, ha concesso gli arresti domiciliari a Marius Dumitru Moiisi 20 anni, arrestato nei giorni scori dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Canicattì e dai colleghi della mobile del capoluogo ennese perché ritenuto il componente di una banda che effettuava furti in appartamento nel capoluogo di provincia più alto d’Italia.

La decisione del Giudice per le indagini preliminari, è stata adottata su richiesta del legale di fiducia del ventenne, l’avvocato Paolo Ingrao, il quale ha dimostrato la trascorsa flagranza del reato che veniva contestato al suo assistito. Il giovane, finito in manette il 27 dicembre scorso è ritenuto il componente di una banda composta oltre da lui anche da altri tre connazionali, che tra i mesi di febbraio e marzo di quest’anno avrebbero messo a segno una serie di furti all’interno di appartamenti nel capoluogo ennese.


Le indagini che hanno portato all’arresto di Moiisi il quale nonostante la sua giovane età ha numerosi precedenti penali, sono partite dal furto di un telefono cellulare, rubato all’interno di uno degli appartamenti svaligiati dai ladri. Messo sotto controllo, gli investigatori sono riusciti ad appurare che l’apparato agganciava celle telefoniche tra le province di Enna ed Agrigento ed in particolare nella città di Canicattì. Acquisiti i tabulati telefonici dell’utenza, inoltre, la polizia è riuscita a risalire all’utilizzatore dell’apparecchio individuato in Marius Dumitru Moiisi, per il quale è scattato l’ordine d’arresto mentre si trovava ai domiciliari all’interno della sua abitazione che si trova nel centro storico di Canicattì e dove stava scontando una pena per altri reati.

Della banda, avrebbero fatto parte altri tre giovani romeni. In particolare, uno di loro Ivres Mihai 24 anni, si trova in carcere in Romania, dopo essere stato condannato a 28 anni di reclusione dal Tribunale del suo paese per duplice omicidio. Infatti, il ventiquattrenne tornato in patria per un breve periodo di vacanza avrebbe ucciso, scorticandoli vivi una coppia di coniugi a scopo di rapina. Gli altri due invece Cosmin Surich e Micu Condurach, entrambi più che ventenni, risiedono ancora a Canicattì.