“Anche oggi, come troppe altre volte, la mia attività e quella degli assessori è boicottata dall’emergenza ‘nave’, per le sacrosante proteste dei pescatori e dei commercianti che non possono spedire il pesce in Sicilia, a cui si aggiungono quelle dei cittadini delle Pelagie che sono rimasti a Porto Empedocle e non possono rientrare a casa”. Così il sindaco Giusi Nicolini scrive nella lettera indirizzata a tutti gli enti e le istituzioni interessate, dal Ministero dei Trasporti alla presidenza della Regione Siciliana. Per denunciare l’ennesima interruzione del servizio da parte della compagnia di navigazione e chiedere che si affronti in modo risolutivo il problema dei collegamenti marittimi delle Pelagie.

La motonave Palladio, infatti, ha cancellato il viaggio odierno. Cosa peraltro già accaduta il 5, il 6 e il 7 gennaio. E questo senza valide motivazioni, visto che le condizioni meteo-marine erano tali da consentirne la partenza. E il disagio è destinato a aumentare ora che è in arrivo il cattivo tempo e sarà il mare grosso a non farla salpare.


“La continua interruzione del servizio non è più sostenibile. Occorre che si trovi una soluzione per porre fine a questo disagio – ha aggiunto il sindaco – perché il nostro isolamento non venga ulteriormente aggravato e perché la nostra economia non venga messa in ginocchio a causa di mezzi di trasporto totalmente inadeguati”.

Tra andata e ritorno il viaggio della Palladio dura 18 ore, a cui vanno aggiunti i tempi di carico e scarico. E’ facile che una nave così lenta si imbatta nel cattivo tempo. Una nave più veloce, invece, potrebbe calcolare la propria partenza anticipando o seguendo la perturbazione, riuscendo ad assicurare un maggiore numero di viaggi.

“Mi aspetto una risposta concreta, per questo sollecito tutte le autorità perché si convochi con urgenza il tavolo tecnico che ho richiesto a ottobre del 2012 e per cui non ho mai ricevuto alcun riscontro – conclude Nicolini -. Nel frattempo chiedo alla Compagnia delle Isole di ospitare sulla motonave Palladio i cittadini rimasti a terra a Porto Empedocle e alla Protezione civile di verificare la possibilità di un servizio sostitutivo per persone e merce, visto che la società preposta ha ritenuto di non salpare con soli 7 nodi di vento”.