Pomeriggio intenso quello di Antonio Presti a Canicattì, sabato scorso. Arrivato intorno alle 16 alla Fondazione Guarino Amella, dopo le interviste rilasciate alle emittenti televisive presenti, ha visitato la Fondazione accompagnato dal Presidente, Giovanni Guarino Amella. Ad accoglierlo anche la vice Presidente della Fondazione Cettina Di Giovanni, il Sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo con l’Assessore alla cultura Cecilia D’Acquisto, il Soprintendente ai beni culturali della provincia di Agrigento Pietro Meli ed il presidente del Lions Club Canicattì Host Giovanni Tesè.
E’ anche arrivato l’artista canicattinese Lillo Costanzo che Presti ha voluto conoscere per congratularsi per il murales realizzato al “ponte di ferro”.
Una breve visita anche al monumento posto alla confluenza di Via Garibaldi e Via Regina Margherita dove Presti ha rilasciato una intervista a Davide Difazio, Direttore di Canicattìweb. Tale monumento richiama molto un’analoga opera d’arte realizzata circa trent’anni fa sulla Fiumara d’Arte dal compianto maestro Pietro Consagra.
A Palazzo Stella, Presti è stato salutato dall’applauso della folla delle grandi occasioni e dalle parole dei presidenti della Fondazione Guarino Amella e del Lions Club Canicattì Host nonché dal Sindaco della città e dal Soprintendente ai beni culturali della provincia di Agrigento.
Nel corso di una breve introduzione all’incontro, è stato sottolineato come la Fondazione Fiumara d’Arte e la Fondazione Guarino Amella abbiano un importante elemento comune: sono state entrambe fondate con l’impegno e la generosità dei loro ideatori, rispettivamente Antonio Presti per a Fondazione messinese e Giovanni Guarino Amella per quella di Canicattì. Entrambe le fondazioni, fatto abbastanza inusuale in Sicilia, hanno un proprio consistente patrimonio, anche immobiliare.
Presti ha parlato della sua trentennale esperienza quale promotore di arte moderna e realizzatore egli stesso di attività che hanno arricchito la Sicilia dalla provincia di Messina a quella di Catania.
Sui monti Nebrodi egli ha realizzato la famosa Fiumara d’Arte, il più grande museo europeo all’aperto d’arte moderna che si snoda su un percorso di circa quaranta chilometri, attraverso i territori di piccoli ed antichi paesi dei monti Nebrodi come Pettineo (cittadina natale di Antonio Presti), Castel di Lucio, Motta d’Affermo, Mistretta, Reitano, Santo Stefano di Camastra, Castel di Tusa.. E’ sua anche l’idea di trasformare in museo-albergo “Atelier sul Mare” costruito una quarantina d’anni fa a Castel di Tusa. Le sue stanze sono state trasformate in opere d’arte grazie all’intervento di importanti artisti nazionali e stranieri.
Tutto è stato realizzato con interventi personali, anche finanziari, di Antonio Presti il quale ha profuso nella sua creatura, ora diventata “Fondazione Fiumara d’Arte”, la propria fantasia creativa ed il proprio patrimonio.
Fin qui è emerso il Presti “mecenate”.
In pochi si aspettavano, però, un Presti quasi “missionario”. La prova, con grande sorpresa, è arrivata quando egli ha parlato della sua esperienza maturata, da circa quindi anni, nel quartiere Librino, a Catania. Il cortometraggio che egli ha fatto proiettare è stato seguito con molta attenzione dal numerosissimo pubblico presente. Il progetto, ancora in corso di completamento, è finalizzato al miglioramento delle condizioni di vita del degradato quartiere di Librino, a Catania, attraverso l’arte, ma soprattutto attraverso il coinvolgimento di tutte le migliaia di bambini che vivono nel quartiere e che Presti ha fatto diventare piccoli artisti.
Il grande muro in cemento armato, lungo circa tre chilometri, attraverso il quale si accede al quartiere Librino, è stato già in buona parte abbellito dai ragazzi delle scuole dello stesso quartiere attraverso la personale e libera lavorazione di migliaia di piastrelle che, poi, sono state collocate sul muro trasformandolo in un’opera d’arte. La rivoluzione storica operata da Presti a Librino ha assunto rilievo internazionale al punto che anche il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed il Papa hanno inviato sentiti messaggi augurali e di ringraziamento per la meritoria opera che Presti ha realizzato.
L’unanime plauso dei presenti ha salutato, alla fine, il “mecenate-missionario” che in serata ha lasciato la nostra città.












