Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera giunta in redazione a firma di Salvatore Petrotto, ex sindaco di Racalmuto.
“Saranno state le polemiche, l’eccessiva imposizione fiscale nel paese che detiene il record nazionale, in quanto a tributi locali, imponendo, ad esempio, una tassa sui rifiuti che è il quadruplo rispetto al resto della Sicilia e per dieci volte rispetto al resto d’Italia; fatto sta che il Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri non verrà a Racalmuto, come aveva più volte preannunciato , per presenziare ad una specie di seconda o terza inaugurazione dell’ottocentesco teatro regina Margherita, più volte aperto e poi richiuso in questi ultimi due anni di commissariamento.
Nessuno si aspettava questo improvviso forfait della Cancellieri che ormai a Racalmuto era considerata di casa. Ci si dovrà accontentare della presenza del Presidente della Regione, Rosario Crocetta e di quella del presidente dell’ Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone.
Per fare cosa, non ci è dato saperlo sino in fondo.
Siamo venuti a conoscenza di questa spiacevole assenza dell’inquilina del Viminale, nel corso di una conferenza stampa tenuta dai Commissari che attualmente amministrano il Comune, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.
Oltre ad annunciare l’assenza del ministro dell’Interno per domani, la terna dei Commissari governativi inviati dal Governo Monti, ha preannunciato querele nei confronti di coloro i quali, in questi mesi, secondo le loro affermazioni, li avrebbero offesi e diffamati.
Non sappiamo se queste offese sono derivate dalla vibrante protesta del paese, l’estate scorsa, quando sono state raddoppiati gli importi della tassa sui rifiuti o ad infastidirli sia stata anche la recente protesta di migliaia di Racalmutesi che si sono visti recapitare avvisi di accertamento per una miriade di case disabitate, scantinati, magazzini, case di campagna e seconde case, con tariffe che, come più volte detto sono le più care del mondo.
A Racalmuto si paga infatti, oltre 6 euro a metro quadro per le abitazioni, anche se disabitate ed addirittura oltre 11 euro per gli esercizi commerciali e le attività artigianali.
Siamo costretti a pagare cioè una tassa per ogni singolo immobile, anche se disabitato e non utilizzato che ammonta a non meno del quadruplo rispetto al resto della Sicilia.
In tanti aspettavano il ministro Cancellieri, per supplicarla di fare qualcosa, visto che anche per le case diroccate e disabitate si è costretti a pagare fior di migliaia di euro l’anno, tra IMU e tassa sui rifiuti.
Anzi, i Racalmutesi si sono spinti oltre in una sorta di gesto di magnanimità. In dei manifesti murali ed attraverso migliaia di volantini i concittadini di Leonardo Sciascia hanno dato la loro disponibilità a regalare tutte le loro case al Governo Nazionale, visto che non ce la fanno più a pagare due e tre tasse dei rifiuti per ogni nucleo familiare e per giunta anche per gli anni arretrati.
Adesso che il Ministro non viene più, che non ci potrà onorare per la terza volta in meno di un anno della sua presenza, non ci rimane altro che accogliere la proposta di alcuni Racalmutesi, per invogliarla a tornare in mezzo a noi: quella di conferirle la cittadinanza onoraria.
A Racalmuto, adesso, rischiamo di rimanere disorientati, senza punti di riferimento.
Ci mancherà caro Ministro. Ci creda, siamo disperati, non sappiamo più a chi rivolgerci, considerato che il suo affetto e la sua materna presenza era diventata assai familiare.
Ci dispiace che Lei, cara Ministra, non potrà ascoltare le lamentele, le lagnanze di un popolo allo stremo e che non ce la fa più! Sarà per una prossima volta. Così come ci dispiace delle qurele annunciate dai Commissari da lei nominati per sostituire le libere istituzioni democraticamente elette. I racalmutesi hanno forse una sola grande colpa. Sa qual è questa grave colpa, cara Ministra, quella di essere poveri e di non riuscire a pagare quelle che, dovete capirci, sono le tasse più alte del mondo, a fronte dei servizi peggiori d’Europa.
Che amarezza. La colpa, lo sappiamo bene, è sempre stata, storicamente di noi poveri cafoni del Sud, colpevoli, da sempre di non riuscire a sopravvivere ed a dar da mangiare ai nostri figli.”
Salvatore Petrotto

















