Si è concluso con tre assoluzioni ed una sola condanna un processo, che si è svolto dinanzi al tribunale collegiale di Agrigento presieduto da Giuseppe Lupo, e scaturito da un’informativa della polizia di Canicattì per un veglione di Capodanno che si era svolto all’interno di una villa privata nel gennaio 2011. La manifestazione, infatti, si era svolta senza le prescritte comunicazioni ed autorizzazioni richieste dalla legge. Imputati assolti “per non aver commesso il fatto” erano gli organizzatori del veglione e soci di un’associazione; Antonio La Torre, 53 anni; Salvatore Immernano, 25 anni; ed un ispettore SIAE responsabile della zona di Canicattì, Patrizio Giardina, 52 anni.
Condannata invece ad un mese di reclusione e 200 euro di multa, pena sospesa, una quarta persona, Anna Maria Bartoccelli, 79 anni, quale presidente dell’associazione che aveva affittato i locali. Assistiti nelle varie fasi di giudizio dagli avvocati Salvatore Destro, Gero Li Calzi e Dino Alonge. Tutti erano accusati di aver aperto abusivamente un luogo per pubblico spettacolo ed intrattenimento in mancanza delle prescritte autorizzazione amministrative e nulla osta di polizia.
Più delicata la posizione di Patrizio Giardina che nella qualità di ispettore SIAE e quindi investito della qualifica di pubblico ufficiale doveva rispondere anche di abuso in atti d’ufficio avendo “omesso di accertare e contestare la mancata consegna dei biglietti SIAE e il mancato rilascio della relativa licenza per i pubblici spettacoli, favorendo così l’ingiusto profitto patrimoniale agli organizzatori derivante dal mancato pagamento delle sanzioni amministrative”. Per questo procedimento penale la direzione della SIAE revocò a Patrizio Giardina l’incarico di ispettore ed il mandato di agenzia.
Nel corso del processo però gli avvocati difensori Gero Li Calzi e Dino Alonge per Patrizio Giardina sono riusciti a dimostrare l’infondatezza delle accuse mosse al loro assistito. Stessa cosa anche gli altri difensori per La Torre ed Immernano. Il pubblico ministero d’udienza, Salvatore Vella, aveva chiesto per tutti la condanna a 6 mesi di reclusione ed una multa di 400 euro.












