Continua la mobilitazione dei cittadini contro l’ elettrosmog. Nei giorni scorsi, diversi canicattinesi, hanno segnalato un forte campo elettromagnetico in via Pirandello. Diversi cittadini hanno avuto il blocco degli apparecchi elettrici presenti in casa e alcuni podisti che transitavano nella zona, hanno visto improvvisamente i loro cronografi bloccarsi.
“Una situazione apparentemente inspiegabile – commenta Pietro Bennici, arbitro di calcio – alcuni giorni addietro, mentre correvo in via Pirandello, come faccio quasi ogni giorno, il mio cronografo e quello di altri 5 ragazzi, si è bloccato.
Ho chiesto anche ad altri residenti del quartiere che mi hanno confermato di aver avuto disagi agli apparecchi elettrici.
Vista la presenza di molti ripetitori di telefonia mobile che emettono fortissimi campi elettromagnetici, chiedo all’amministrazione comunale di impegnarsi attivamente affinché si verifichi se la soglia di emissione di tali segnali è nella norma o se vi siano rischi per la salute pubblica. Non va dimenticato che, negli ultimi anni, la città di Canicattì ha avuto una forte impennata dei casi di tumori. E’ giusto che i cittadini sappiano quali sono i rischi reali causati da tali apparati”.
L’allarme riguardante l’ambiente e soprattutto la salute pubblica, da diversi anni, ha interessato Canicattì e l’hinterland. I gestori di telefonia mobile intanto, continuano ad istallare i tralicci non tenendo in considerazione i possibili rischi sulla salute. Sono state fatte assemblee e centinaia volantini distribuiti, ma questo non è stato sufficiente per convincere i rappresentati delle istituzioni a trovare una soluzione ottimale. Finora l’amministrazione, ha risposto che le autorizzazioni non possono essere negate poichè rispettano i limiti di legge.
Va ricordato però, che la tutela della salute, l’ambiente e il paesaggio sono beni primari da salvaguardare ad ogni costo ed esistono parecchi dubbi sulla non pericolosità delle onde elettromagnetiche.
In città, sono diversi i privati cittadini che hanno concesso l’autorizzazione in cambio di un contratto decennale stipulato con alcune compagnie di telefonia mobile. Il contratto prevede un compenso di circa 25.000 euro annui.












