La Fidapa di Canicattì ha voluto ricordare la Giornata della Memoria,anniversario della caduta dei cancelli di Auschwitz, il campo di sterminio simbolo di una indicibile tragedia degli anni terribili della seconda guerra mondiale che fu l’Olocausto, un terribile dramma che ha portato il mondo a dire:”Mai più”. Ricordare per non dimenticare, perché la storia che si dimentica si può ripetere.
Testimone della ricorrenza è stato Franco Perlasca, figlio di Giorgio, l’uomo che ha salvato la vita di 5.300 ebrei, un “giusto tra le Nazioni”.
L’ evento culturale si è svolto nella sala conferenze di Palazzo Stella dove il dott. Perlasca è stato accolto da un prestigioso pubblico. Per le autorità Fidapa erano presenti: la Presidente del Distretto Sicilia dott.ssa Cettina Oliveri, la Presidente di sezione dr.ssa Maria Favata. Per le autorità civili:l’assessore alla cultura dr.ssa Cecilia Acquisto e l’assessore allo spettacolo e turismo Giuseppe Ferrante Bannera. Per le autorità militari: il Vice Questore aggiunto della Polizia Di Stato dott. Valerio Saitta e la dr.ssa Fatima Celona primo dirigente della Polizia di Stato.
Alla presenza di un folto e qualificato pubblico attento e commosso, il dott. Perlasca ha ricordato suo padre attraverso un racconto della tradizione ebraica secondo cui al mondo esistono sempre 36 giusti,nessuno sa chi sono e nemmeno loro sanno di esserlo, ma quando il male sembra prevalere escono allo scoperto e si prendono i destini del modo sulle loro spalle, questo è il motivo per cui Dio non distrugge il mondo. Finito questo periodo tornano alla vita di tutti i giorni dimenticando ciò che hanno fatto, semplicemente perché pensano di aver fatto il proprio dovere. Qui sta la differenza tra giusto ed eroe.
Conoscendo la storia dei giusti si possono creare all’interno degli uomini una serie di anticorpi di rifiuto della violenza, dell’odio, dell’indifferenza e dell’intolleranza.
Diversi sono stati gli interventi da parte del pubblico, al quale il dott. Perlasca si è rivolto suscitando sentimenti di commozione.
Trattare il fenomeno della deportazione e dello sterminio ha voluto anche essere motivo per creare un fulcro essenziale nella formazione di un’idea critica e consapevole della cittadinanza












