Ancora oggi, a distanza di tanto tempo, il nome di Emma Gramatica suscita rispetto per le doti di sensibile interprete teatrale e cinematografica, indimenticata per la sua incisività capace di calarsi fino in fondo nel personaggio da rappresentare. Le tavole del palcoscenico l‘avevano accolta fin da adolescente quando accanto ad Eleonora Duse aveva recitato nella Gioconda di Gabriele D’Annunzio rivelando capacità espressive già di qualità. Era nata a Fidenza il 25 ottobre 1874 per cui era potuta entrare nel mondo dello spettacolo inserendosi in compagnie di nomi veramente prestigiosi quali Ermete Zacconi, Flavio Andò, Ermete Novelli. In esse aveva irrobustito i “ferri” del mestiere e l’abilità, che in seguito trasfonderà nei personaggi, di saper rendere situazioni e stati d’animo regolando gestualità e dosaggio dello sguardo legato ad ogni circostanza. Sensibile e raffinata, seppe raggiungere sempre l’equilibrio tra la finzione e la realtà, stato che le permise di calarsi nel soggetto esternandolo con veridicità e rigore, senza tralasciare mai la cura e la diligenza nell’esaminare l’anima del personaggio cui dava la vita. Oggi, per coloro i quali non sono cultori della storia dello spettacolo, questi nomi possono essere considerati vuoti di significato, in realtà sono invece coloro ai quali si informò il Teatro del primo novecento ricorrendo ad una recitazione di forte tonalità e aderenza espressiva al testo, seppur ancora troppo legata alla gestualità intensa e vigorosa che sarà poi trasfusa nei film i quali essendo muti dovevano giocoforza basarsi sull’eloquente uso del corpo e sul trucco appariscente del viso. Negli anni trenta essa si avvicinò all’E.I.A.R. oggi RAI, e successivamente al cinema fin dal 1944 che la vide sullo schermo ne:Le sorelle Materassi di Fernando Maria Poggioli e in: Miracolo a Milano del 1951, indimenticabile favola moderna di Vittorio De Sica. Quella che personalmente reputo interpretazione madre dell’attrice si può rivedere con il diletto di sempre in:” Don Camillo monsignore …ma non troppo” di Carmine Gallone,girato nel 1961 e quarto episodio della saga di Don Camillo e Peppone ispirato dal romanzo di Giovannino Guareschi interpretato magistralmente da Fernandel e Gino Cervi rispettivamente nei panni di Don Camillo e Peppone. Il film ebbe grande successo di botteghino e riportò sulla scena l’attrice nei panni di Desolina che difende con tutte le sue forze l’Edicola della Madonna del Borghetto presso cui va a pregare per il ritorno del figlio dalla guerra, contro Peppone che vorrebbe abbatterla per dar maggiori spazi alla Casa Popolare. Il viso espressivo della Gramatica segna la forza recitativa dell’attrice, maestra del personaggio che interpreta con una vis ed un pathos che attirano lo spettatore nella forza drammatica del momento di fortissima intensità poiché Desolina è pronta a difendere con tutta se stessa l’Edicola contro la forza bruta di Peppone e del Brusco che , comunque, capitoleranno e lasceranno la Cappelletta in piedi anzi sarà inglobata nell’angolo del palazzo sanando così tutte le discordie politiche. L‘attrice morì nel 1965 lasciando forte impronta della sua bravura nella storia della cinematografia.

Maddalena Rispoli