Si apprende dagli organi di stampa che, ancora una volta, il tentativo di assegnare, agli alunni dell’IPIA “ G. Marconi” di Canicattì una migliore collocazione è andato a vuoto. In una nota, infatti, il Sindaco spiega le motivazioni che lo hanno portato a dover porre il veto a questa ultima proposta di soluzione.
Dalla lettura della nota gli addetti ai lavori possono notare l’evidente conflitto innescato da anni tra provincia e comune, relativamente all’allocazione degli istituti superiori , di competenza provinciale,ma seppur il Sindaco come massimo esponente dell’amministrazione comunale ha l’obbligo di tutelare e promuovere, nel miglior modo possibile , la formazione degli alunni che frequentano le scuole fino al I° grado superiore, si ritiene che Egli debba tutelare tutti gli studenti che insistono sul nostro comune.
L’obbligo non è amministrativo ma è sicuramente di carattere morale. Come possono il Signor Sindaco e l’amministrazione comunale permettere che scuole quali i due professionali,quello dell’industria e quello dell’agricoltura, vadano a morire solo per questioni logistiche?.In questo periodo di crisi e mancanza di occupazione ,questi due istituti potrebbero ,se allocati in strutture adeguate al loro naturale corso di studi, rappresentare una buona formazione per affrontare il mondo del lavoro. La dichiarazione universale dei diritti umani afferma che l’istruzione tecnica e professionale devono essere generalmente fruibili.
E’ ,invece, sotto gli occhi di tutti che la Provincia Regionale di Agrigento , non si sia occupata negli anni precedenti del destino degli istituti di sua competenza che insistono nel comune di Canicattì.Da anni , i vari Dirigenti Scolastici che si sono avvicendati alla presidenza di questi istituti , così come gli studenti , i docenti e il personale non docente, hanno denunciato lo stato di degrado degli edifici, in cui questi istituti erano ospitati; Cittadinanza attiva ha più volte denunciato lo stato di pericolosità e rischio in cui vivevano gli studenti. Del caso si sono occupati testate giornalistiche di rilevanza nazionale, ma MAI alcun l’ente di competenza ,si è preoccupato di risolvere il problema.
Quando la gestione del comune di Canicattì è stata affidata al Commissario straordinario , lui stesso si preoccupò di recuperare un finanziamento tale da poter coprire le spese della costruzione di un nuovo edificio scolastico che accogliesse tutti gli indirizzi; l’amministrazione successiva pose in atto tutti i procedimenti tecnici per agevolare la realizzazione del progetto. Ma ad oggi la suola non esiste. Saranno trascorsi circa dieci anni , ci chiediamo che fine abbia fatto il progetto e se questa amministrazione abbia mai fatto rilevare l’inadempienza. Tutto ciò dura da decenni, si ritiene che un’amministrazione responsabile abbia il dovere di tutelare tutti i cittadini senza differenza di origini o di competenze.
Ci rivolgiamo a lei Signor Sindaco perchè convochi una tavola dei servizi che abbia come ordine del giorno la sistemazione di questi due indirizzi di studi, ma in particolare dell’IPIA sul quale pende uno sfratto esecutivo .
IL Segretario della Camera del lavoro di Canicattì
Anna Tascarella













