Pale eoliche alte 125 metri, come un palazzo di 16 piani, disposte a elle in un’area di 12 chilometri per lato, potrebbero sorgere sui crinali del monte Altesina, una riserva naturale nell’Ennese. Il progetto denominato ‘Monte Cisterna’ prevede la realizzazione di un parco eolico, con 43 torri, tra i comuni di Calascibetta e Nicosia, presentato dalla società Borat, due anni fa era stato ‘cassato’ da Provincia e Soprintendenza, che avevano detto no all’impianto per le possibili ricadute di tipo paesaggistico-ambientali in una zona rurale con agriturismi e imprese agricole.
Eppure adesso il progetto sembra tornare alla ribalta: l’assessorato regionale all’Energia ha, infatti, convocato il 15 febbraio una conferenza dei servizi per esaminarlo. E nella provincia, non è l’unico. Altri megaimpianti potrebbero sorgere nel Comune di Enna, in quello di Cerami nei pressi del parco dei Nebrodi, e nel Comune di Centuripe.
Ma ambientalisti e amministratori non ci stanno, annunciano azioni legali per violazione di norme nazionali e comunitarie in tema di tutela paesaggistica e chiedono un incontro con la commissione Ambiente dell’Ars, l’introduzione di una legge regionale in materia. Negli ultimi 12 anni gli uffici della Provincia di Enna hanno esaminato 41 progetti, e detto no a 37.
“Si tratta di progetti da milioni di euro, per un solo parco eolico serve un capitale pari a 3 volte il bilancio della Provincia di Enna – dice l’assessore provinciale all’ambiente Giuseppe Amato -. Il progetto Borat è uno di quelli che abbiamo bocciato. Si tratta di una società di Riposto di cui non esiste nemmeno il numero di telefono su internet. Molte società nascono ad hoc per questo tipo di impianti, sono contenitori vuoti, con capitali di cui non è dato sapere nulla”.
I progetti, poi, prevedono anche opere di urbanizzazione, come strade. “Pastifici come Barilla acquistano il grano prodotte dalle nostre aziende – aggiunge Amato -. La Regione destina 5 milioni di euro come aiuto alle imprese, e poi investe 200 milioni per i parchi eolici, quando gli impianti esistenti sono sufficienti a soddisfare il fabbisogno energetico dei 170 mila abitanti della provincia”.
Per Anna Schirò del Wwf Sicilia “senza una regolamentazione si lascia il territorio alla mercé di chiunque. Rilasciare autorizzazioni per realizzare parchi eolici con queste modalità è inammissibile, senza considerare l’impatto che queste strutture hanno per la fauna locale. Non esistono su base regionale leggi che stabiliscano per esempio quale distanza deve intercorrere tra la zona dove sorgono le pale eoliche e le zone archeologica. Continuando così non mi stupirei se costruissero pale eoliche anche nella Valle dei templi”.












