L’unico comune della provincia di Agrigento ad avere effettuato investimenti finanziari in passato con i “derivati” è quello di Grotte. L’ente, infatti, nel 2005 ha acquistato dalla Banca Nazionale del Lavoro prodotti per oltre due milioni di euro. In un primo momento si era pensato che si trattasse di un investimento che doveva portare guadagni alle casse del comune, ed invece l’intera vicenda ha fatto registrare soltanto delle perdite seppur minime.
Esattamente, a metà dello scorso anno, prima che scoppiasse lo scandalo “derivati” l’ente ha rescisso il contratto con la BNL, limitando complessivamente le perdite a oltre 40 mila euro. Il comune, di fatto, ha versato all’istituto di credito 20 mila euro per rescindere quello accordo stipulato all’epoca dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giacomo Orlando. Mentre altri 24 mila euro di perdite si erano registrate nel corso degli anni. “Siamo- riusciti- ha dichiarato il sindaco di Grotte Paolo Pilato- a rescindere in tempo il contratto con la Bnl, anche perché negli anni, questo tipo d’accordo tramite i derivati aveva prodotto soltanto delle perdite alle casse del nostro comune. L’ente ci aveva rimesso sino al 2010 oltre 24 mila euro che sommati ai circa 20 mila che abbiamo dovuto pagare per estinguere il contratto fanno lievitare la somma a 44 mila euro.
Oggi il comune che governo- continua il capo dell’amministrazione comunale- economicamente è solido non ha debiti con nessuno ed è riuscito anche a ripianare i debiti pregressi che doveva versare all’Ato Gesa Ag2 per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani con un piano di rientro iniziato nel 2009 e concluso nel 2011. Questo grazie ad una politica a tutela dei cittadini che ho attuato insieme alla mia giunta – conclude Paolo Pilato in questi anni di amministrazione del paese”.
Il contratto stipulato dal Comune di Grotte risaliva all’estate del 2005, periodo in cui la precedente amministrazione comunale, in esecuzione di una delibera, si impegna a sottoscrivere con la BNL un contratto I.R.S. (Interest Rate Swap) Purple Collar. L’ammontare originario dell’accordo con la Banca era 2.153.138,82, di euro a fronte del quale il Comune aveva ricevuto un anticipo di euro 21.500,00. La scadenza originaria del contratto era stata fissata per il dicembre del 2023 ma dopo essersi accorti che stava procurando soltanto delle perdite l’ente ha provveduto a chiudere la partita in tempo.












