Locali comunali di contrada Carlino presi d’assalto dagli utenti inferociti per le bollette salate inviate da «Girgenti Acque» per il canone idrico 2012. I già affollati uffici dell’ente gestore del servizio idrico, dove attualmente è all’opera un solo impiegato, si sono trasformati, in questi giorni, in un autentico girone infernale anche perché l’attesa aumenta ad ogni utente e le risposte non soddisfano i più che si sentono vessati da bollette giudicate non rapportate ai consumi e volutamente sbagliate.
Le lamentele di queste settimane, cui l’Amministrazione comunale retta dal sindaco Corbo non ha al momento dato una risposta adeguata, riguardano l’errata qualifica attribuita alle famiglie intestatarie del contratto. Una diffusa statistica si riferisce ad “utenti non residenti” seguita a ruota da “altro uso”.
In entrambi i casi la tariffazione è di molto superiore all’ammontare normale per una famiglia composta da quattro elementi, genitori e due figli, che dovrebbe essere tra i 200 ed i 300 euro. In alcuni casi tra canone non residente e contabilizzazione a metro cubo di consumo per “usi diversi” l’importo lievita del 50-100 per cento se non più. «Abbiamo fatto presente alla Girgenti Acque questo errore -dice Antonio Maira consigliere comunale del PD e quasi un esperto in materia di contenzioso idrico per essersene occupato da sindacalista – ma nessuno ha provveduto a rimediare in autotutela correggendo le bollette notificate».
Allo sportello di Canicattì di Girgenti Acque rispondono che «l’errore può essere corretto con una istanza dichiarando che l’utenza è per il domicilio di residenza e per fini domestici». La causa dell’errore è il più delle volte dovuto al fatto che non c’è coincidenza tra la residenza indicata e la via in cui sono stati installati i contatori. «In altri comuni grazie all’intervento degli amministratori e delle associazioni -conclude Maira- le bollette sono state sospese e corrette in autotutela non capisco perché a Canicattì questa regola generale non sia attuabile».
Intanto, Girgenti Acque, sul problema si è resa disponibile a rettificare in tempi brevi tutte le fatture classificate erroneamente «Non Residente» dietro la presentazione di un modello di autocertificazione che attesti la corrispondenza tra indirizzo di residenza ed utenza idrica, la fotocopia della fattura e la fotocopia del documento di identità.















