Ricorre lunedì prossimo, 25 febbraio, il XVI anniversario dalla barbara uccisione di Giulio Giuseppe Castellino di Palma di Montechiaro. Questa sera proprio Palma lo ricorderà con una Santa Messa , alle 18, nella chiesa Sacra famiglia celebrata da don Fabio Maiorana.  Castellino E’ stato un politico italiano, vittima di mafia. Laureatosi in Medicina e Chirurgia all’Università di Catania, durante il servizio militare partì volontario come medico nell’isola di Linosa. Eletto consigliere comunale già a 19 anni, in seguito divenne assessore diverse volte. Fu anche Ufficiale Sanitario del comune di Palma di Montechiaro per circa 20 anni Nel 1995 divenne Capo Servizio dell’Igiene Pubblica della Provincia di Agrigento, incarico che ricoprì per due anni fino all’agguato. Durante tale incarico furono molte le sue prese di posizione importanti, a volte impopolari. Il suo carattere forte, sincero e libero lo portava spesso ad avere scontri dialettici e formali con chi in quel tempo dirigeva la sanità agrigentina. Secondo Castellino, chi aveva dei riferimenti politici riusciva a vincere i concorsi, a ricoprire cariche sanitarie importanti, che andavano a condizionare i programmi a discapito della collettività. Cominciò quindi in quel periodo una mirata e circostanziata denuncia di tutti quegli atti ritenuti illegittimi, inviando la documentazione raccolta alla procura di Agrigento. In alcune occasioni affrontò direttamente i politici agrigentini che avevano avallato alcune nomine. Fu protagonista con l’ausilio dell’arma dei carabinieri di un blitz all’ospedale di Licata per combattere il fenomeno dell’assenteismo. Giulio Castellino morì a seguito di un attentato di stampo mafioso avvenuto in contrada “Mosella”, ad Agrigento. Nel marzo 2007 il pentito di mafia Di Gati ha dichiarato che ” è stato ucciso perché dava fastidio per la sua onestà sia alla mafia che ad un certo tipo di politica, l’opinione pubblica e parte delle istituzioni lo considerano un omicidio di mafia da subito, visto il carattere di Castellino, a volte duro, ma sempre integerrimo e ossequioso delle leggi dello Stato”.