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Canicattì, “Vivi e lascia vivere”

Scritto da il 7 marzo 2013, alle 07:49 | archiviato in Costume e società, Eventi, Lo dico non lo dico, Photo Gallery. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

“Vivi e lascia vivere” frase famosa che racchiude tutta una serie di interrogativi ed incertezze. Ma cos’è la vita? …

La vita di un essere umano, qualcuno dice, inizia al momento in cui avviene il congiungimento tra lo spermatozoo maschile e l’ovulo femminile, praticamente il fattore che dimostra la nascita di una nuova creatura è quando viene al mondo materialmente.

Da quel momento inizia tutto un percorso automatico e naturale contraddistinto da diverse tappe forzate ed a volte formali.

Se ci si fa caso la vita diventa un susseguirsi di eventi e comportamenti dai quali spesso non ci si può sottrarre, infatti la strada intrapresa per tutti gli essere umani e quasi sempre stereotipata ed uguale per tutti.

Vediamo di analizzare meglio cosa succede al momento in cui viene al mondo un nuovo essere umano.

La prima tappa è la famosa iscrizione come cittadino della propria nazione e quindi il primo grande regalo per questo piccolo essere è quello di caricargli un bel po’ di futuri doveri, impegni, ma principalmente un bel po’ di ipotetici futuri debiti.

L’usanza, per esempio, è quella di andare a trovare la partoriente in ospedale, che nonostante le diverse vicissitudini vissute, gli tocca sorbirsi queste estenuanti visite di parenti amici e conoscenti che ognuno, pensando di fare cosa gradita, continua a fare domande ed interrogatori simili a quelle di un Magistrato quando deve processare un imputato.

Passiamo alla fase successiva, cioè quella dedicata al controllo del piccolo che quasi sempre e sistemato nella culletta stracolma di regali pupazzi, merletti, e chi più ne ha più ne metta, ornamenti che spesso impediscono di vedere bene il nascituro indifeso, spesso non libero di farsi i fatti propri, perché se dorme non gli riescono a vedere il colore degli occhi, se è sveglio lo devono passare ai raggi x per stabilire bellezze, misure, caratteristiche e poi la cosa più bella …. stabilire le somiglianze …. terribile questa delle somiglianze rappresenta quasi un piaga sociale che tra l’altro si trascina per tutta la vita; infatti a tutti i costi si deve stabile se somiglia al padre oppure alla madre e se così non è, si deve trovare assolutamente questa somiglianza. Guai a non trovarla, subito qualcuno comincia a pensare male. Tra l’altro questa della somiglianza rappresenta una delle peggiori azioni atti a traumatizzare e penalizzare la crescita del bambino. A quattro anni ad esempio, festa di compleanno della cuginetta, lo blocca lo zio che da qualche anno non lo vedeva, eccolo fermo ed immobilizzato il bambino per un quarto d’ora proprio perché lo zio non riesce a stabilire se somiglia più al padre alla madre a magari al compare del padre. Pensate voi il trauma di questo bambino che si sente quasi malato perché questo zio non è riuscito a stabilire questa maledetta somiglianza. Sono atti che traumatizzano il bambino e compromettono la sua crescita.

E poi se il padre osa darli uno schiaffetto subito telefoni azzurri, lega per la tutela e protezione dei minori, procedimenti penali ed a volte ergastoli.

La rubrica riflessioni tra le riga nasce proprio per indurre ognuno di noi a fermarsi un attimo ed analizzare attentamente quelli che sono i gesti, gli atti ed i comportamenti della quotidianità, che spesso passano inosservati.



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