La Corte d’assise di Agrigento, presieduta dal Presidente Melisenda Giambertoni , a latere Dott.ssa Tedde, ha  dichiarato il “non doversi procedere”  per  gli imputati: Mohamed ed  Haytham Eldib, due fratelli di origine palestinese  e   Khamis Mohamed, egiziano, accusati di associazione finalizzata all’ingresso di clandestini.

Il PM della DDA, Ravazzoli, ritenendo che  gli imputati  facessero parte di un’organizzazione che organizzava le traversate del Canale di Sicilia, aveva chiesto la condanna a cinque anni e sei mesi di reclusione .


Il difensore dei tre , l’avvocato  Salvino Iannello, ha eccepito il difetto di giurisdizione del Giudice italiano, poichè  l’intercettazione della barca  è  avvenuta in acque internazionali, e nell’arringa  finale ha chiesto  l’assoluzione.

Il presidente della corte d’assise  ha ritenuto valide le motivazioni addotte dal difensore ed ha emesso il dispositivo contenente la sentenza di non doversi procedere per difetto di giurisdizione del Giudice italiano.

I tre imputati, lo scorso anno, erano stati condannati dal gip di Agrigento Stefano Zammuto,  a due anni e quattro mesi di reclusione. I fatti si riferiscono al 6 agosto del 2011, quando avvenne,  al largo di Lampedusa in acque internazionali,  il soccorso del barcone con una sessantina di profughi  a bordo.