Sono state ridimensionate in appello le pene inflitte nel processo celebrato col rito ordinario e scaturito dall’operazione antiusura «Tie Break» del settembre 1998 della polizia di Canicattì. Dopo 15 anni i giudici della della Corte d’Appello di Palermo hanno ridotto le pene da 66 e 42 anni di reclusione per gli 11 condannati di primo grado. La sentenza di primo grado emessa il 4 febbraio 2010, a 12 anni dagli arresti, dai giudici della Prima Sezione Penale Primo Collegio di Agrigento (Antonio Genna, presidente; Paolo Criscuoli giudice ed Ezio Damizia giudice estensore).
La maxi operazione denominata all’epoca “Tie Break” partì da una serie di accertamenti, presso alcuni istituti bancari, a carico di alcuni indagati che nel giro di qualche mese portarono a sgominare due organizzazioni dedite non solo all’usura, con tassi che arrivavano fino al 30 per cento mensili, ma anche a tutta una serie di reati che tennero in apprensione sia gli abitanti di Canicattì che le forze dell’ordine.












