Potrebbe essere un commissario straordinario nominato dalla Regione a guidare le sorti del consorzio acquedottistico Tre Sorgenti di Canicattì. La proposta di chiedere il commissariamento dell’ente è arrivata da parte del comune di Canicattì, durante la riunione dei sindaci che si è svolta sabato scorso e che doveva servire ad eleggere non solo il nuovo presidente ma anche il nuovo consiglio d’amministrazione. Una suggerimento, quella avanzato dal vice sindaco di Canicattì, Gaetano Rizzo, che è stato condiviso dai rappresentanti dei comuni di Campobello di Licata e Ravanusa, mentre il sindaco di Licata, ha abbandonato la seduta. Grotte si è opposto facendo rilevare anche l’invalidità della proposta perché non era stato raggiunto il quorum assembleare previsto dallo Statuto. Assenti alla riunione i comuni di Racalmuto e Palma di Montechiaro. Dunque, per il momento si allontana l’ipotesi di riconfermare alla presidenza del Tre Sorgenti l’avvocato Giuseppe Malfitano che rimane attualmente in carica fino a quando non si avrà l’elezione del nuovo Cda.
«Abbiamo chiesto- ha dichiarato il vice sindaco Gaetano Rizzo- il commissariamento del Tre Sorgenti da parte della Regione perché vogliamo capire quali sono le intenzione del governatore Rosario Crocetta, su questi enti. Infatti, si parla ormai con frequenza di un riordino del settore con il ritorno della gestione idrica ai comuni. Mi sembra- conclude l’amministratore comunale di Canicattì la cosa più logica da fare». Ma che questa richiesta avanzata dal comune di Canicattì e condivisa da Campobello di Licata e Ravanusa venga accolta sembra davvero difficile. Infatti, non essendo stato raggiunto il quorum relativo alle quote dei comuni che aderiscono al consorzio, difficile che la Regione possa accogliere questa proposta. Dunque, per il momento al Tre Sorgenti, rimane tutto come prima. Con molta probabilità per eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione dell’ente e quindi il nuovo presidente, occorrerò attendere la fine delle prossime elezioni amministrative di primavera. Questo, affinché i nuovi amministratori di Licata, Grotte e Palma di Montechiaro, possano partecipare alla riunione dei sindaci con propri rappresentanti e dare delle indicazioni sul futuro del consorzio che ha sede in Largo Verri a Canicattì.












