Potrebbero avere le ore contate i tre banditi che venerdì pomeriggio hanno rapinato l’agenzia di Canicattì della Banca Popolare del Mezzogiorno che si trova in via Giudice Antonino Saetta. Le immagini delle telecamere a circuito chiuso dell’istituto di credito hanno immortalato le fasi del colpo commesso alla riapertura pomeridiana degli sportelli dai tre malviventi. Da queste immagini saranno ricavati gli identikit dei rapinatori due dei quali hanno agito a volto scoperto mentre il terzo ha tentato di nascondere il viso con una sciarpa.

Le indagini, condotte dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Canicattì coordinati dal dirigente il vice questore Valerio Saitta, poi si sono spostate nel Palermitano. Infatti, i malviventi che hanno minacciato impiegati e clienti che in quel momento si trovavano all’interno dell’istituto di credito avevano un chiaro accento del dialetto parlato nel capoluogo siciliano.


Il bottino della rapina, ammonta a circa 1000 euro. Il particolare curioso però è quello che i soldi sottratti erano tutti in monete da 1 e 2 euro che un cliente stava versando allo sportello.

Infatti, grazie alla presenza all’interno della banca di una cassaforte con apertura a tempo in quel momento nei cassetti dell’istituto di credito non si trovava altro denaro contante. Intuito che non c’era più nulla da fare i banditi hanno arraffato le monetine le hanno infilate in una busta e sono fuggiti via facendo perdere le loro tracce. Altro particolare emerso dalle indagini è quello che i malviventi non hanno mostrato nessuna arma lasciando intendere però ai dipendenti ed ai clienti di esserne in possesso.

Scattato l’allarme sul posto sono giunti polizia e carabinieri ma dei tre non è stata trovata nessuna traccia.

Con molta probabilità ad attenderli poco distante c’era un complice a bordo di una autovettura servita per la fuga.

Secondo la polizia, non è da escludere comunque che i tre malviventi siano dei veri e propri professionisti del settore e possano far parte di una banda che compie rapine in diverse parti della Sicilia.