Da alcuni mesi ormai sui media e sulle testate giornalistiche locali rimbalzano continue notizie che provengono da tutti i Comuni della Provincia circa il continuo e reiterato comportamento vessatorio della Girgenti Acque S.p.a. nei confronti degli utenti/cittadini.

Numerose le problematiche evidenziate: dalla interruzione della fornitura idrica, all’aumento vertiginoso dei canoni; dagli interventi di manutenzione posti oggi a carico dell’utenza, alle nostre vie cittadine ormai diventate un colabrodo a causa degli scellerati scavi effettuati dalle imprese incaricate dalla Girgenti Acque S.p.A. e mai realizzate secundum leges artis; dalle fatturazioni a carico dei condomini come non residenti, alla illegittima fatturazione a forfait.


Tra tutti, l’aspetto sicuramente più grave è rappresentato dall’interruzione della fornitura idrica effettuata in modo selvaggio e indiscriminato.

Sul piano giuridico, i contratti di somministrazione di servizi essenziali sono volti a soddisfare bisogni primari aventi fondamento costituzionale nella tutela di diritti inviolabili di cui all’art. 2 della Costituzione, tra questi il diritto alla somministrazione dell’acqua potabile.

Pertanto, non può ritenersi legittima la risoluzione unilaterale del contratto, e, dunque, la sospensione dell’erogazione dell’acqua. La giurisprudenza ormai consolidata chiaramente sancisce il principio per cui la morosità dell’utente non è ragione che possa giustificare la sospensione della fornitura di un bene primario come l’acqua.

In altre parole, la sospensione della fornitura del servizio non può ritenersi rimedio proporzionato al mancato pagamento di qualche fattura recapitata all’utente. Soprattutto se non vi sono stati preavvisi e in ipotesi in cui l’utenza è composta da minori, disabili o anziani.

Al fine di porre rimedio a questa incresciosa situazione, nelle scorse settimane ho incontrato diverse associazioni a tutela dei contribuenti, colleghi avvocati e altri Presidenti del Consiglio dei Comuni agrigentini per individuare una soluzione che fosse al contempo incisiva e non onerosa per i cittadini.

All’esito di tali incontri è stato raggiunto un importante risultato: la volontà manifestata dai rappresentanti delle Amministrazioni interessate dalla gestione idrica Girgenti Acque di sottoscrivere e far sottoscrivere agli utenti un esposto, redatto dalla Camera del Lavoro di Sciacca, da inoltrare all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato, all’Autorità Garante per l’Energia elettrica e il gas, al Presidente della Repubblica, al Presidente della Regione Sicilia e alla Procura della Repubblica.

Per il 9 aprile c.m. ho convocato il Consiglio comunale aperto per discutere del problema insieme ai cittadini, per illustrare l’esposto e per proporre la sottoscrizione dello stesso da parte di tutti gli utenti allo scopo di ripristinare la legittimità di tariffe e obblighi contrattuali.

Ai consiglieri comunali sottoporrò la seguente proposta di voto, come atto di indirizzo da affidare all’Amministrazione comunale: “Proposta di sottoscrizione da parte del Sindaco di un esposto nei confronti della Società Girgenti Acque S.p.a. indirizzato all’Antitrust, all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, alle Procure della Repubblica di Sciacca e Agrigento, al Presidente della Regione Sicilia, redatto dalla Camera del Lavoro di Sciacca ed integrato con le problematiche emerse nei singoli Comuni a seguito delle gravi e vessatorie condotte poste in atto dal gestore del servizio idrico provinciale.”

La stessa attività sarà svolta negli stessi giorni da altri Comuni della ormai ex Provincia di Agrigento, come una sorta di flash mob che porterà nuovamente all’attenzione delle Autorità preposte l’incresciosa gestione delle risorse idriche effettuata dalla Girgenti Acque.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Avv. Lidia Mirabile