Vanno agli arresti domiciliari Giuseppe Casella e Vincenzo Marsala entrambi di Castrofilippo. Lo ha disposto il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento Chiara Minerva, che su segnalazione dei carabinieri per i due pregiudicati ha disposto un aggravamento della pena. Infatti, sia Casella che Marsala, avevano l’obbligo di soggiorno nel loro comune disposto dal giudice al termine del processo per direttissima scaturito da un furto di rame avvenuto qualche settimana addietro lungo la tratta ferrata Canicattì- Agrigento.

I due, in particolare avevano tranciato dei fili della linea elettrica della ferrovia mandando in tilt il traffico dei treni per qualche ora. Scattato l’allarme, i carabinieri giunti sul posto li avevano trovati mentre stavano caricando il rame su di un camion. Arrestati, erano stati processati per direttissima ed al termine del procedimento giudiziario gli era stata applicata la pena dell’obbligo di soggiorno nel comune di residenza.


Nonostante tutto, però, Casella e Marsala, in queste settimane si sono resi protagonisti di altri episodi. In particolare, Vincenzo Marsala, era stato fermato dai carabinieri della locale stazione mentre privo di patente guidava la sua auto per le strade del paese. Giuseppe Casella, invece, si è reso protagonista di una rissa con altre persone di Castrofilippo, scaturita da futili motivi. Per questo motivo i carabinieri hanno inviato le segnalazioni al giudice del Tribunale di Agrigento, il quale ha deciso per un aggravamento di pena spedendo i due agli arresti domiciliari. Il provvedimento ad entrambi è stato notificato dai carabinieri della locale stazione. I due sono difesi dall’avvocato Lillo Sferrazza.