«Non è assolutamente vero quanto affermato dal sindaco che le sedute del consiglio comunale e delle commissioni consiliari costano all’ente dai 250 mila ai 300 mila euro l’anno. Sono soltanto delle fantasticherie da parte del capo dell’amministrazione comunale ed a supporto di quanto da me sostenuto parlano le cifre che l’ente ha erogato a consiglieri e personale impegnato nelle sedute per il 2012 ed inizio 2013».

È questo quanto dichiara Domenico Licata, presidente del Consiglio comunale di Canicattì, dopo le accuse del sindaco Vincenzo Corbo.


«Per il 2012 – continua Licata – le spese del Consiglio comunale e delle commissioni sono state da parte del comune circa 185 mila euro, per il primo trimestre dell’anno in corso 36 mila e 500 euro e la spesa prevista per il funzionamento dell’assemblea cittadina e delle commissioni per l’intero 2013 è di circa 150 mila euro. Il sindaco – aggiunge Mimmo Licata – dimentica quando il comune nel 2010 pagava all’allora consiglio comunale in carica oltre 210 mila euro l’anno. Conti alla mano rispetto a quella cifra per il 2013 vi è un risparmio di oltre 60 mila euro per le casse del comune. Voglio precisare, inoltre, che il gettone di presenza di un consigliere al netto è di circa 60 euro a seduta sia essa per l’assemblea cittadina che per le commissioni, che moltiplicato per 29 rappresentanti raggiunge un importo di 1740 euro a riunione. Se si aggiungono la stenotipia, le riprese televisive delle sedute ritenute valide, il personale che assicura il regolare svolgimento delle attività del consiglio comunale si va ad un totale di 2500 euro. Se il sindaco in futuro volesse confrontare gli emolumenti da lui percepiti e dai suoi assessori con quelli dei consiglieri comunali- aggiunge Mimmo Licata- sarebbe auspicabile che la commisurazione venisse fatta con gli stessi parametri vale a dire non al netti i primi e a lordo i secondi. Appare inoltre opportuno chiarire che gli importi massimi mensili liquidabili e pagati ai consiglieri comunali corrispondono al 30% dell’indennità del sindaco così come previsto dalla normativa. È davvero palese come l’appello del sindaco di ridurre i costi per il funzionamento del consiglio e delle commissioni- continua il Presidente – sia del tutto falso e privo di fondamento. Ci si chiede- conclude Mimmo Licata-, invece, come mai l’amministrazione non intervenga per tempo e con sollecitudine nel portare avanti le iniziative che dal consiglio comunale vengono suggerite al sindaco e alla sua giunta da parte delle commissioni o dai singoli consiglieri. Credo che sia proprio qui che si evidenziano sprechi di tempo e di denaro oltre alla paralisi amministrativa, propositiva e programmatica che oramai dilaga in questa città»