Un raptus, e come tale improvviso e imprevedibile. Un attimo di follia senza un perché. È ancora un rebus, infatti, il tentativo di omicidio compiuto da un’insegnante di 37 anni che, la notte scorsa, nella sua abitazione di via Quieta a Catania, si è alzata dal letto si è recata nella stanza dove dormiva sua figlia, di tre anni, e dopo avere preso un coltello da cucina le inferto due colpi: alla gola e alla guancia. Poi ha rivolto l’arma contro se stessa tentando di fare ‘harakiri’, fendendosi l’addome e rischiando di perforarsi un polmone. Risvegliato dal rumore il marito della donna, un impiegato di 46 anni, si è alzato dal letto e ha subito soccorso moglie e figlia, chiamando il 118: “Venite presto – avrebbe detto al telefono – mia moglie ha combinato un guaio…”.

Sono arrivati ambulanze e polizia. Mamma e figlia sono state portate d’urgenza all’ospedale Cannizzaro, nessuna delle due è in pericolo di vita. La piccola ha riportato tre ferite profonde causate da un’arma da taglio: una al collo a ridosso del fascio vascolare, una sulla linea della mandibola e l’altra, più estesa, sulla guancia destra. La bambina è stata operata dall’equipe di Chirurgia plastica e ricostruttiva diretta dal prof. Rosario Perrotta.


L’intervento ricostruttivo dei tessuti molli, durato poco più di un’ora, è pienamente riuscito. Allo stato non risultano interessate strutture nervose, ma la prognosi sarà sciolta nelle prossime 24-48 ore per avere una valutazione approfondita dell’eventuale danno funzionale che al momento non è stato rilevato. Da valutare anche, sul piano estetico, gli eventuali esiti cicatriziali. È di 30 giorni invece la prognosi per la madre che ha avuto dei punti di sutura per le ferite nella zona addominale ed è ricoverata nel reparto di Chirurgia toracica.

Sotto choc la donna, che non parla. Al personale medico avrebbe detto “io la volevo ammazzare…”. Null’altro. Traumatizzato anche il marito, sorpreso dalla tragedia: alla squadra mobile della Questura, che indaga, ha detto di non sapersi spiegare il perché, il movente che ha portato sua moglie a compiere il drammatico gesto. Ha riferito soltanto che la donna da tempo era un po’ tesa, e che da alcune notti aveva difficoltà a prendere sonno. Ma nessun segnale anticipatorio del dramma.

Una ricostruzione che la polizia, dopo diverse verifiche, ritiene attendibile, tanto da parlare di un raptus imprevedibile. Senza parole anche i vicini di casa della famiglia, definita “serena” apparentemente senza problemi, tanto che “nulla faceva presagire quello che è accaduto”. “Li ho visti tornare ieri sera a casa – ricorda un’anziana che abita nello stesso stabile – marito, moglie e la figlia. Erano tranquilli, come sempre. Non li ho mai sentiti litigare”. Un’altra donna li descrive come “così tranquilli da non farsi quasi notare”. Anche per negozianti della zona “era il ritratto di una famiglia apparentemente senza problemi”.

Intanto la donna è stata piantonata in ospedale dalla squadra mobile della Questura di Catania che ha eseguito, nei suoi confronti, un provvedimento di arresto per tentativo di omicidio. La posizione della 37enne è al vaglio della Procura.