Anziani sempre più poveri, una Sicilia sempre più vecchia e fondi destinanti all’assistenza che rischiano di non essere utilizzati. E’ questa la nuova emergenza sociale che interessa tutto il territorio nazionale e in particolar modo la Sicilia. I sindacati annunciano l’inizio della mobilitazione a partire dal 23 maggio.
Nell’Isola è allarmante l’indice di povertà dei pensionati che tocca il 27,3% , mentre gli ultrasessantacinquenni sono il 18,1% e ben il 48,9% gli ottantenni. Le province più anziane, secondo i dati dell’Istat, sono Trapani ed Enna, mentre spetta a Catania il primato di “giovane”. Messina è invece la provincia dove risiede il numero più alto di ultracentenari, seguita da Palermo e Catania.
Una quotidianità sempre più difficile e faticosa quella per gli anziani siciliani. Redditi bassi e povertà sono sempre più diffusi tra gli ultrasessantacinquenni , gravati dalla progressiva riduzione dei servizi socio assistenziali garantiti dagli Enti Locali. Secondo le stime dell’Istat, il 52% degli anziani più fragili vive con un reddito inferiore a 500 euro mensili, a fronte della perdita di 4 miliardi di euro di prestazioni sociali a loro favore causata dalla soppressione del fondo per la non autosufficienza. E aumenta anche il rischio suicidi: “Il rischio di suicidi, di anziani che soli, abbandonati e privi di assistenza si lasciano morire, è sempre più alto – ha dichiarato a BlogSicilia Alfio Giulio segretario generale Fnp Cisl Sicilia- le istituzioni devono subito intervenire, gli anziani sono una risorsa per tante famiglie con disoccupati, aiutiamo i pensionati per sostenere anche i tanti cittadini in estrema difficoltà a causa della crisi”.
In realtà i fondi da destinare all’assistenza domiciliare ci sono ma non vengono utilizzati. Si tratta di circa un milione e duecentomila euro di fondi dei Pac (Piano d’Azione Coesione). I progetti per accedere ai finanziamenti devono essere presentati dai Comuni alla Regione ma ancora sono migliaia quelli che non hanno presentato alcuna richiesta. La scadenza per l’accesso ai fondi è stata fissata tra meno di 60 giorni e i sindacati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uil Pensionati lanciano l’allarme: “Gli anziani sono dimenticati bisogna subito intervenire per la loro assistenza” lamentano i tre sindacati che lanciano le loro proposte: “La creazione di un fondo unico per la non autosufficienza in cui far confluire le risorse disponibili per l’assistenza agli anziani, l’utilizzo immediato dei fondi per l’assistenza domiciliare integrata i Pac, piano d’azione e coesione, che altrimenti andrebbero persi, la velocizzazione del percorso di approvazione della legge di revisione della 328, per tutelare le famiglie alle prese con il disagio economico e a maggior rischio di marginalità sociale”.
Intanto i sindacati annunciano una stagione di mobilitazione a partire dal prossimo 23 maggio alle ore 10,30 presso la sede regionale della Cisl in piazza Castelnuovo,35 al quale prenderanno parte anche i tre segretari generali confederali Cgil Cisl e Uil , Michele Pagliaro, Maurizio Bernava e Claudio Barone.
Sui Pac, i tempi sono stretti: “entro sei mesi, tutti i distretti socio-sanitari – continua Giulio – dovranno presentare progetti da realizzare entro l’anno prossimo. Qualora ciò non dovesse accadere, le risorse disponibili saranno destinate ad altre Regioni, privando la Sicilia dell’accesso agli ulteriori finanziamenti già assegnati, pari a 89.600.000 euro”.
“Occorre utilizzare al meglio le risorse europee destinate all’assistenza domiciliare integrata e alla coesione sociale – osserva il segretario generale di Spi Cgil Sicilia Saverio Piccione – rilanciando la contrattazione sociale con le prefetture, destinatarie dei fondi, e con i distretti socio – sanitari, aprendo tavoli di confronto immediati: chiediamo altresì un confronto con il governo regionale e la sesta Commissione dell’ARS per il riordino delle politiche sociali attraverso una legge organica”.
I sindacati concordano inoltre sulla necessità di velocizzare il percorso di approvazione della legge di revisione della 328, sviluppando un percorso di applicazione basato sul modello Isee per tutelare concretamente le famiglie alle prese con il disagio economico e a maggior rischio di marginalità sociale, con particolare attenzione rivolta agli anziani affetti da problemi di salute e non supportati dalla presenza di familiari in grado di sostenerli anche sotto il profilo affettivo, sottraendoli alla paura della solitudine e dell’abbandono.
“L’impegno del sindacato – osserva il segretario generale della Uil Pensionati Sicilia Antonino Toscano – verterà anche sulla diffusione e la promozione di un nuovo modello culturale dell’anziano, lontano dagli stereotipi consolidati, che consideri l’invecchiamento come un’opportunità e non come un disagio: siamo particolarmente impegnati nel consolidamento del dialogo intergenerazionale, in un’ottica di definizione di un nuovo welfare in grado di procedere pari passo alle esigenze di una società che vede allungare sempre più la vita media”.
Per sollecitare l’approvazione di una legge sulla non autosufficienza i sindacati annunciano una raccolta firme in tutte le regioni d’Italia con l’obiettivo di “coinvolgere l’Unione europea nella richiesta rivolta all’Italia di dotarsi finalmente di una legge organica che pensi alle persone non autosufficienti”.
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