Riceviamo e integralmente pubblichiamo la rettifica pervenuta in redazione da parte della famiglia del piccolo Nuccio, dal padre Diego, inerente un precedente articolo:

“Non corrispondono al vero i seguenti passaggi del citato brano giornalistico (scritti in maiuscolo):


“La morte del piccolo Nuccio Natalizio, fu provocata da una crisi ipossica fulminante, RICONDUCIBILE AD UN ATTACCO DI IPERGLICEMIA DI CUI ERA AFFETTA LA MADRE.”;

“Gli atti acquisiti e valutati dai due consulenti della Procura, li hanno indotti a ritenere che la causa di questa crisi possa essere riconducibile, ESSENDO L’UNICA ANOMALIA EMERSA DURANTE LA GRAVIDANZA DELLA MADRE, AD UN IPERINSULINISMO, EVINCIBILE DAGLI ESAMI ESEGUITI DURANTE 19 MESI DI GESTAZIONE.”
Invece, i contenuti della consulenza medica e le stesse deposizioni dei medici non chiariscono quali siano state le origini della sofferenza ipossica patita dal piccolo Nuccio.
Affermano, invece, i consulenti (pag. 13 dell’elaborato peritale) che “NESSUNA PATOLOGIA SI EVINCE DALLA CARTELLA CLINICA RIGUARDO AL DECORSO DELLA GRAVIDANZA” e tale elemento è stato confermato, in udienza in data 15 maggio, dal Dott. Scattarreggia Vincenzo (il quale aveva seguito la gravidanza fin dall’inizio), che ha escluso ogni problema per la gestante ed il piccolo.
Inoltre, gli stessi consulenti, nel valutare come ASSOLUTAMENTE NORMALI I VALORI EMATICI RISCONTRATI NEL CORSO DELLA GRAVIDANZA ALLA MAMMA DEL PICCOLO su specifica domanda hanno affermato (all’udienza del 15 maggio) che LE LORO VALUTAZIONI SULLA MORTE DEL PICCOLO SONO DA CONSIDERARE COME DELLE MERE IPOTESI.
DI CONSEGUENZA NON È DOCUMENTATO ALCUN ATTACCO DI IPERGLICEMIA A CARICO  DELLA PARTORIENTE NÉ NEL CORSO DELLA GRAVIDANZA NÉ NEL CORSO DEL PARTO.
Solo ipotesi.
L’unico dato certo è che nella prima mattinata — alle ore 6.05 — del 13.06.2008 mia moglie alla 39° settimana di gravidanza si recò in Ospedale per -chiedere aiuto perché — A SUO DIRE —.aveva in corso un’emorragia. La stessa non fu accettata in reparto di Ginecologia e fu invitata a tornare a casa da un medico ginecologo (che pochi minuti dopo avrebbe finito il suo turno).
Meno di un’ora dopo mia moglie tornava in ospedale, con ulteriori perdite di sangue, e veniva ricoverata.
Alle ore 9.00 nasceva mio figlio in asfissia e dopo poco moriva, nonostante fosse sanissimo e la gravidanza fosse andata bene.
Successivamente, dopo una gestazione regolare, abbiamo avuto una bimba che è nata sana e sta bene.
A quanto pare mia moglie quella mattina ebbe solo un sogno premonitore che si rivelò, purtroppo, fondato.
Ancora oggi noi vorremmo svegliarci da questo brutto sogno, ma non è possibile.”