Sei gli sbarchi avvenuti tra venerdì e sabato sulle coste agrigentine. Solo nella giornata di oggi si sono registrati cinque sbarchi. Tre carrette del mare sono state soccorse a distanza di pochi minuti l’una dall’altra nel Canale di Sicilia dalle motovedette della Guardia costiera. Complessivamente 193 profughi dell’Africa subsahariana, di cui 16 donne. Dopo averli trasbordati sui mezzi navali militari i migranti sono stati trasferiti a Lampedusa. E sull’isola più grande delle Pelagie nel pomeriggio sono arrivati altri 97 immigrati di cui 4 donne. Anche questi ospitati nella struttura di accoglienza. Alle prime luci dell’alba a Marina di Palma una ventina di tunisini sono stati scaricati sulla terraferma da un barcone, che poi ha ripreso il largo. In quindici sono stati bloccati dalla Polizia sulla statale 115 fra Palma e Agrigento. Intanto sono stati trasferiti 152 eritrei, che facevano parte del tragico sbarco di Siculiana Marina.

Forte è la preoccupazione che ha esternato il Segretario Generale Provinciale dello Spir nonché coordinatore della Federazione Siap/Spir Alfonso Imbrò, dopo i numerosi sbarchi succedutesi nel litorale Agrigentino.
In queste ore stiamo preparando un documento di sensibilizzazione, unitamente alla nostra segreteria nazionale, affinché il Ministro dell’Interno Angelino Alfano, tra l’altro nostro concittadino, metta in atto, per quanto di sua competenza, tutti quegli strumenti necessari atti ad agevolare il lavoro delle forze dell’ordine in questo particolare territorio.
Occorrono Uomini e mezzi per fronteggiare una tematica che, come è risaputo, è di carattere internazionale. La Questura di Agrigento soffre una carenza organica evidente in relazione al carico di lavoro a cui sono sottoposti quotidianamente gli Uomini e le Donne della Polizia di Stato. Non possiamo certamente indebolirci di fronte ad un costante e cruento attacco delle consorterie mafiose e della criminalità comune per fare fronte all’Immigrazione clandestina, per tale ragione confidiamo in una rapida presa di posizione del nostro Ministro che fino a pochi giorni fa ha dichiarato pubblicamente, nel corso dell’insediamento del nuovo Capo della Polizia, che l’isola di Lampedusa è il Checkpoint Charlie ovvero  << che separa il Nord, dove c’è democrazia, libertà e benessere, dal Sud. Dobbiamo tener conto che il bisogno democratico di quelle aree del mondo si scarica su di noi e dunque, lottando contro l’immigrazione clandestina, non dobbiamo perdere di vista che questo è un problema globale>>.
Confidiamo in un intervento rapido e risolutivo che possa consentire ad affrontare energicamente le numerose tematiche che affliggono in termini di sicurezza e ordine pubblico la nostra Provincia, affinché la prevenzione possa prevalere sulla  repressione e i cittadini possano continuare a percepire quel senso di sicurezza che fino ad oggi, con grandi sacrifici e managerialità, siamo riusciti a garantire.


Se il “Governo del fare” aveva bisogno di un banco di prova, questo è arrivato! Dimostri, senza indugio, vicinanza alla nostra terra, sostegno concreto alle forze di polizia e accoglienza umanitaria agli extracomunitari che giungono sulle nostre coste a bordo delle carrette del mare!”.

Così esordisce il Segretario generale della Uil Polizia di Agrigento, Carlo De Benedetto, che aggiunge: “Negli ultimi giorni sono ripresi numerosi gli sbarchi sulle coste agrigentine ed, ancora una volta, duole sottolinearlo, solamente grazie alla buona volontà, all’impegno ed ai sacrifici delle forze dell’ordine, si sta riuscendo a gestire la situazione”.

“Ma non è così che si risolvono i problemi. Non è questo il modo, in un Paese civile, di gestire una “emergenza” ( e continuiamo a chiamarla così!) che ciclicamente si ripropone.

Il Governo non si limiti solamente a chiedere ulteriori, pesanti, sacrifici alle forze di polizia presenti sul territorio ma faccia arrivare, subito, uomini e mezzi, in modo che chi è preposto a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico possa lavorare più serenamente e proficuamente, possa gestire, al meglio, gli immigrati che hanno diritto a richiedere ‘asilo politico’ e possa effettuare rimpatri immediati per coloro che, a nessun titolo, hanno diritto a permanere sul suolo italiano”.

“E’ arrivato il momento – conclude il Segretario della Uil Polizia di Agrigento – del “fare”. Il Governo (ed, in particolare, il Ministro dell’Interno) si assuma l’impegno, improcrastinabile, di intervenire concretamente per l’ ”emergenza immigrazione” ed eviti, nel contempo, di cadere, ancora una volta, nell’errore di lasciare, in solitario, le forze di polizia della provincia di Agrigento, già chiamate ad uno sforzo immane per fronteggiare la delinquenza, tanto quella comune quanto quella mafiosa”.