nato a Naro il 1º dicembre 1823 e morto sempre a Naro il 28 aprile 1899.
Egli fu un nobile e dal 1865 nominato Senatore del Regno d’Italia giurandone fedeltà il 23 marzo del 1867
Fu protagonista della vita pubblica siciliana nel periodo del Risorgimento e dei primi decenni del Regno d’Italia.
Nacque da una famiglia aristocratica siciliana: era figlio del barone Blasco Specchi Gaetani e di Maria Gaetani. Conseguì la laurea in giurisprudenza e intraprese la professione di avvocato, affiancandola alla gestione dei vasti patrimoni familiari.
Con Regio Rescritto del 10 ottobre 1851 gli fu riconosciuto il titolo di marchese di Sortino e quello di barone di Magazzinazzi.
Durante i moti risorgimentali aderì alla causa liberale. Partecipò agli eventi rivoluzionari del 1848 e sostenne il processo di unificazione italiana, subendo anche persecuzioni da parte della polizia borbonica per le sue convinzioni politiche. Dopo l’Unità d’Italia ricoprì numerosi incarichi amministrativi e istituzionali.
Tra le principali cariche ricoperte figurano:
• sindaco di Agrigento;
• vicepresidente del Consiglio provinciale di Agrigento nel 1848;
• Consigliere comunale di Agrigento;
• Assessore comunale di Agrigento;
• maggiore comandante della Guardia Nazionale;
• soprintendente alle scuole pubbliche di Agrigento;
• membro del Comitato di Salvezza Pubblica e di altri organismi amministrativi locali;
• Consigliere della Società universale romana di mutue assicurazioni;
• Socio protettore dell’Ateneo “Alessandro Manzoni” di Fermo.
L’8 ottobre 1865 fu nominato senatore del Regno d’Italia nella categoria riservata ai maggiori contribuenti.
Senatore dal 23 marzo 1867 al 28 aprile 1899 ( Legislatura dalla IX -nomina 8 ottobre 1865 alla XX.
Al Senato fece parte di diverse commissioni e mantenne il mandato fino alla sua morte, avvenuta nel 1899 tra cui Membro della Commissione di contabilità interna (10 marzo-3 ottobre 1876).
Fu insignito delle seguenti onorificenze:
Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia;
Ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia;
Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia;
Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia (24 marzo 1881).
Sposò Maria Antonia Gaetani, dalla quale ebbe nove figli. Il primogenito, Alessandro Specchi, divenne marchese di Sortino e fu sindaco di Siracusa dal 1914 al 1920.
Ignazio Di Sortino Specchi Gaetani è ricordato come uno dei principali esponenti dell’aristocrazia liberale siciliana dell’Ottocento, impegnato nella transizione dalla Sicilia borbonica al nuovo Stato unitario e nella modernizzazione delle istituzioni locali.
Dagli Atti Parlamentari – Commemorazione
Giuseppe Saracco , Presidente
” Signori senatori,
Anche oggi, o signori senatori, mi è grave annunziare la morte di altro, fra i colleghi nostri, il barone Ignazio Specchi-Gaetani, marchese di Sortino.
Nato in Naro il dì 1° dicembre 1823, moriva pure colà nel giorno di ieri fra il compianto de’ suoi più cari e di una intiera popolazione che gli era per tanti titoli affezionata e devota.
Nato di famiglia nobilissima, il marchese di Sortino appartenne di cuore alla parte più eletta di quella aristocrazia siciliana che partecipò ai moti liberali del 1848 e del 1860, e salutò con entusiasmo il felice avvenimento della liberazione dell’isola dal giogo dei Borboni.
Perciò, nei giorni della reazione andò soggetto alle persecuzioni di una sospetta polizia che sopportò nobilmente, senza cedere mai davanti alle minacce di un Governo giustamente abborrito. Laonde, i suoi concittadini lo chiamarono più tardi a coprire importanti uffici nelle principali amministrazioni del luogo, alle quali aveva principalmente rivolte le sue cure, finché nel dì 8 ottobre 1865 piacque al Sovrano di elevare l’egregio uomo alla dignità di senatore.
Fu sventura che la tarda età e le condizioni della salute che sono il triste retaggio della vecchiaia, non gli avere consentito di portare più spesso in questo Senato il tributo dei suoi studi, e della sua rara conoscenza delle condizioni del paese, dove aveva lungamente, e non senza lode vissuto. Ma in memoria dei meriti patriottici dell’ottimo cittadino, non è men vivo il rammarico che i suoi colleghi sentono di averlo perduto, ed io nel nome vostro gli mando quest’ultimo segno di rimpianto e di memore affetto”.
“SAN MARZANO, ministro della guerra. Domando la parola.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare.
SAN MARZANO, ministro della guerra. A nome del Governo mi associa alla commemorazione del senatore di Sortino fatta dal nostro Presidente”.
Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni , 29 aprile 1899.

Mimmo Riccio