Uno squalo nel porto di Palermo. Ad avvistarlo sono stati i sub dei vigili del fuoco intervenuti per il recupero del corpo di un uomo che si era suicidato gettandosi in mare. Gli uomini della Capitaneria di Porto hanno cercato per tutto il giorno di portarlo in mare aperto. Lì tra le imbarcazioni rischia di morire. I sub dei pompieri hanno ritardato il recupero del cadavere per la presenza di uno squalo, una verdesca di circa 2 metri, non pericolosa per l’uomo. L’uomo ha lasciato un biglietto con il quale chiede scusa alla madre per il suo gesto estremo.
L’allarme è stato lanciato all’alba: il personale Snav Sardegna, all’entrata della nave in porto, ha segnalato la presenza di un pesce lungo due metri nelle acque interne. La Guardia costiera ha avviato le ricerche. La conferma della presenza del grosso animale quando i sub dei vigili del fuoco dovevano buttarsi per recuperare il corpo di un uomo, che lavorava in pub, tra l’altro vigile del fuoco volontario che si era tolto la vita, lasciando una lettera di scuse alla mamma. L’uomo si era legata la gamba ad un motore fuoribordo e si era buttato non distante dal pub.
Il recupero è andato a rilento. I pompieri non potevano buttarsi perchè c’era il grosso animale in acqua e non si sapeva se fosse o meno pericoloso. I sommozzatori sono rimasti fermi per due ore su una banchina della Cala, in attesa di potere avviare il recupero. L’intervento è stato poi effettuato in sicurezza, proprio nei pressi del molo del porticciolo dopo che un biologo marino ha stabilito che si trattava di un’innocua verdesca. I controlli della Capitaneria proseguono. Hanno cercato per ore di farlo allontanare dallo specchio del porto. Fino adesso i tentativi sono stati vani. Il grosso pesce sarebbe entrato nel porto seguendo un’imbarcazione che era arrivata all’alba.
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