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Sicilia, Muos a Niscemi: La Sapienza “Non ci sono le condizioni per dire sì alla costruzione”

Scritto da il 1 luglio 2013, alle 07:44 | archiviato in Ambiente, Cronaca, cronaca sicilia. Puoi seguire ogni risposta attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o un trackback a questo articolo

Gli esperti dell’università La Sapienza di Roma, incaricati dal Tar siciliano di effettuare uno studio sulla pericolosità del Muos di Niscemi, hanno concluso che non c’erano le condizioni per concedere le autorizzazioni. Il Tar dovrà decidere il prossimo 9 luglio sul ricorso del ministero della Difesa dopo lo stop della Regione alla costruzione.

“L’indagine di conformità con finalità di approvazione per gli effetti ambientali elettromagnetici dell’installazione del sistema Muos, descritta nel rapporto finale del Nwsc (Space and naval warfare system center) – si legge nella relazione di 31 pagine firmata dall’ingegnere Marcello D’Amore, ex docente di Elettrotecnica nella facoltà di Ingegneria civile de La Sapienza – è priva di rigore e completezza necessari a garantire la validità dei risultati, indispensabile requisito di uno studio che riguarda un sistema complesso nel sito di interesse comunitario Sughereta di Niscemi, in vicinanza del Comune di Niscemi, classificato in zona sismica ad elevata pericolosità e di tre aeroporti”.

Nella relazione si legge: “In conclusione i risultati dell’indagine non consentono di verificare il rispetto dei limiti di campo elettromagnetico previsti dalla legge, né forniscono indicazioni quantitative sulle possibile interferenze in apparecchiature elettroniche, in strutture aeroportuali e in aeromobili”.

“Per la verifica di conformità dell’impianto Muos – prosegue la relazione – si rende necessario lo sviluppo di una nuova rigorosa procedura di simulazione del campo elettromagnetico irradiato, corredata da una piena e documentata informazione sul codice di simulazione che viene utilizzato, sull’algoritmo alla base di tale codice… In modo analogo si dovrebbe procedere nella valutazione dei possibili effetti elettromagnetici negli aeroporti interessati, in particolare in quello di Comiso, e in aeromobili che attraversino il fascio elettromagnetico irradiato dai riflettori parabolici”.

In conclusione “si deve rilevare che la non accettazione degli attuali limiti di legge per l’esposizione delle persone ai campi elettromagnetici a radio frequenza, prospettata dai periti del comune di Niscemi e dal perito di Legambiente in quanto ritenuti non più attendibili perchè obsoleti, determinerebbe un vuoto normativo e farebbe venir meno gli oggettivi riferimenti per la verifica di conformità”.



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