La città rischia seriamente di perdere dal prossimo anno scolastico la sede dell’istituto professionale «Guglielmo Marconi». Infatti, la Provincia regionale di Agrigento dopo avere svuotato degli arredi la vecchia sede ed avere consegnato le chiavi della ormai ex scuola ai proprietari dei locali con la quale era in atto un contenzioso adesso non è in grado di assicurare una nuova sede all’istituto. Questo accade, perché dal primo gennaio di quest’anno la Provincia, già svuotata di compiti e poteri in vista della soppressione definitiva, non può stipulare per legge nuovi contratti d’affitto anche se si tratta di dover assicurare ai ragazzi il diritto alla studio. Per questo motivo, ieri mattina presso la sede dell’ente in piazza Aldo Moro ad Agrigento si è svolto un incontro tra il commissario della provincia di Agrigento, Benito Infurnari, il sindaco di Canicattì Vincenzo Corbo, l’assessore comunale ai lavori pubblici Gaetano Rizzo, il provveditore agli studi Raffaele Zarbo ed il responsabile della sezione di Canicatti dell’istituto Gioacchino Capizzi. Tema della riunione cercare di salvare il salvabile ed assicurare che dal prossimo anno scolastico i circa 120 studenti che sono iscritti all’Ipia non debbano «emigrare» a Favara o Racalmuto. Infatti, la Provincia, per potere riaprire il Marconi è in cerca di qualche «benefattore» che offra in comodato d’uso i locali. Ipotesi questa che sembra davvero una utopia. Anche il comune di Canicattì ha allargato le braccia anche perché non ha nessuna sede da offrire «gratis» alla Provincia per risolvere questo problema che al momento sembra insormontabile. «Stiamo cercando – ha dichiarato il vice sindaco Gaetano Rizzo – di evitare che l’Ipia Marconi lasci la nostra città per mancanza di locali idonei che possano ospitare le sezioni maschile e femminile. Abbiamo ricevuto la disponibilità di un nostro concittadino- ha aggiunto l’assessore della giunta guidata da Vincenzo Corbo- di cedere in comodato d’uso uno stabile che potrebbe ospitare il professionale ma occorrerà vedere se sia idoneo ad essere trasformato in scuola. Per questo motivo ieri mattina, abbiamo effettuato un sopralluogo congiunto con i tecnici della Provincia. Però bisognerà attendere i risultati di alcune planimetrie prima di avere la certezza che gli stessi possano andare bene. Siamo in un momento difficile ma ci stiamo impegnando al massimo offrendo tutta la nostra collaborazione all’ente e soprattutto perché la città non perda una scuola così importante come l’Ipia». Una soluzione per evitare la chiusura del Professionale potrebbe essere anche quella di far svolgere agli studenti dei doppi turni presso la sede del liceo scientifico ma creerebbe loro parecchi disagi.
CARMELO VELLA












